La manifestazione
Molestie e lesioni, notte brava al pub
Due ragazze e un ragazzo di ventuno anni aggrediti e molestati sessualmente. Il padre: "So chi sono, li trovo e mi faccio giustizia da solo"
PRATO. «Hanno picchiato la ragazza sbagliata. Io ho una fedina penale che va dall’associazione mafiosa, all’omicidio, rapina e armi. Sto meglio in carcere che fuori. Ora non devono più dormire sonni tranquilli perché io, o i miei amici, li troviamo. Sappiamo già chi sono con nomi e cognomi».
Le minacce sono pesanti così come pesante è stata la situazione che si è trovata a vivere la figlia ventunenne con un’amica e un amico coetanei davanti ad un pub di viale della Repubblica la notte fra lunedì 5 e martedì 6 marzo. «In tre quarantenni si sono messi a molestare sessualmente tre ragazzini e all’amico di mia figlia gli hanno stretto la cintura al collo e volevano strozzarlo. Ma loro non sanno adesso quello che li aspetta».
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E’ un fiume in piena il padre della ventunenne che stava trascorrendo la serata nel pub di viale della Repubblica e fra una birra e l’altra ha superato le tre di notte. «Già quando eravamo dentro al locale c’erano questi tre che ci davano noia e uno palpeggiava da tutte le parti la mia amica - racconta la ventunenne - Ad un certo punto siamo usciti per tornare a casa, io e il mio amico siamo saliti in macchina e ci siamo accorti che mancava la nostra amica. Mi sono girata e ho visto che era in macchina insieme a quello che la palpeggiava nel locale. Lei era ubriaca e non capiva nulla, lui invece aveva i pantaloni abbassati. Io allora ho aperto la portiera e l’ho tirata fuori dall’auto. Ma è sceso anche lui sempre con i pantaloni abbassati ed ha cominciato a strofinarsi. C’erano anche gli altri due suoi amici ma non sono intervenuti. Poi uno ha detto che gli mancava la sciarpa, si è sfilato la cintura e l’ha stretta intorno al collo del mio amico. Quando ho visto che lo stava strozzando ho afferrato la cintura ed ho cercato di allentare la presa. E’ stato allora che l’altro mi ha colpito con una manata al volto facendomi sanguinare».
A quel punto le urla sono state ascoltate da una pattuglia della polizia di passaggio che è intervenuta, ha identificato i tre quarantenni e fatto intervenire un’ambulanza per far medicare la ventunenne che ha comunque rifiutato il ricovero. «Uno di loro lo conosco perché ci ho fatto uno stage di lavoro insieme - racconta ancora la ragazza - Ha sempre avuto questi comportamenti molesti ma quando l’ho visto nel locale non lo avevo nemmeno riconosciuto».
Adesso i tre ragazzi si aspettano giustizia e presentano denuncia in questura.
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