Il Tirreno

Prato

Bimba morta sull'autostrada, la Procura chiede il processo per due automobilisti

di Donatella Francesconi
Bimba morta sull'autostrada, la Procura chiede il processo per due automobilisti

Chiuse le indagini sulla morte di Linda Pastacaldi. Secondo i magistrati il conducente di un'auto si fermò dove non doveva e l'altro non accennò nemmeno a frenare

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PRATO. Viveva a Prato e amava il mare Linda Pastacaldi, 8 anni, figlia di Maurizio, giornalista sportivo molto conosciuto, e di Veronica Ceri. La sera del 15 luglio scorso sarebbe andata con la madre al concerto di Tiziano Ferro, per il quale stravedeva. Invece è stata quella la sera dei suoi ultimi attimi di vita, dopo l’incidente sulla Bretella, appena passato il casello di Massarosa, in auto con la madre mentre tornavano dal mare, i piccoli sogni sabbiosi stretti al cuore. Veronica rimase gravemente ferita, mentre i traumi riportati dalla bambina non hanno lasciato fin da subito speranza alcuna di salvarla.

Ieri, 6 marzo, la Procura di Lucca diretta da Pietro Suchan ha chiesto che siano processati per omicidio stradale Antonio Nesta, 48 anni, residente a Torino, e Manolo Campioni, 38 anni, residente a Buggiano (Pistoia), i due automobilisti che le indagini hanno indicato come protagonisti della vicenda.

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I fatti di quel pomeriggio di sangue sulla strada possono essere così riassunti: una Ford Focus intralcia la circolazione sulla Bretella, dopo aver sbandato: la Mini guidata da Veronica Ceri rallenta per non andare a sbattere contro la Focus; l’autofurgone Renault Kangoo tampona la Mini «ad una velocità di 100 chilometri l’ora», è l’accusa (pm Piero Capizzoto) e «senza accennare ad alcuna manovra di frenatura o di scanso». La Ford è quella guida da Nesta (difeso dall’avvocato Emanuele Labis del Foro di Torino), mentre al volante della Renault c’è Campioni (per lui gli avvocati Alessandro Berutto e Maurizio Dalla Casa, entrambi del Foro di Lucca). Al primo la Procura contesta un particolare agghiacciante: dopo aver «impattato con le barriere di contenimento» dell’autostrada, l’autovettura «ancora marciante poteva raggiungere la piazzola di sosta distante 370 metri, o comunque zona zebrata distante 20 metri e sufficiente a contenere - nella situazione di emergenza venutasi a creare - la sagoma del mezzo».

Per il guidatore della Ford anche la contestazione di non aver esposto «l’apposito segnale mobile di pericolo in maniera corretta, vale a dire a distanza di almeno 100 metri, ed infine rimanendo sulla carreggiata senza indossare il dispositivo retroriflettente di protezione». Per Campioni, invece, la contestazione degli inquirenti è quella di avere «omesso di valutare correttamente, in tratto rettilineo e con notevole spazio di avvistabilità, la presenza sulla carreggiata dell’autovettura Mini guidata da Veronica Ceri ed in fase di evidente rallentamento stante l’ostacolo costituito dall’intralcio determinato dalla Ford Focus ferma sulla carreggiata». Da qui il tamponamento del mezzo a bordo del quale Linda viaggiava con la mamma.

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