Finanza
Stritolato e povero per un divorzio e la Giustizia lumaca
Chi scrive è un uomo separato che sta cozzando con gli assurdi tempi e meccanismi della giustizia e chi vi scrive lo fa per portare alla luce dell’opinione pubblica, sperando in una attenzione...
Chi scrive è un uomo separato che sta cozzando con gli assurdi tempi e meccanismi della giustizia e chi vi scrive lo fa per portare alla luce dell’opinione pubblica, sperando in una attenzione mediatica maggiore, una “nuova” situazione sui tempi delle udienze del tribunale di Prato.
Dopo una separazione consensuale nel 2014 cercata e sofferta con un carico economico non indifferente in quanto “parte forte” della coppia, dopo anni di mantenimento elevato che ho accettato e sostenuto nella speranza che la controparte si ricostruisse una vita e non prendesse questa tassa sul matrimonio come un vitalizio sono arrivato al limite della sopportazione economica ed ad ottobre del 2017 ho chiesto il divorzio chiedendo anche una oggettiva revisione della parte economica a mio carico perché divenuta per me insostenibile nel bisogno di ritrovare una dignità economica di uomo e persona.
Pensavo da lì a poco di dover sostenere le mie ragioni, rimettendomi al giudizio equo ed insindacabile di un giudice che da cittadino che ha sempre creduto nello Stato e fatto dello Stato e della giustizia una certezza della propria vita, attendevo con fiducia e convinzione. Non entro nel merito delle mie richieste che ancora oggi mi attendo vengano riconosciute con equità e giustizia ma…. Ricordo ancora la doppia telefonata del mio avvocato, fiorentino, di dicembre 2017 dove con orgoglio e felicità mi comunicava l’udienza fissata per febbraio 2018 “Ciao, ho avuto la calendarizzazione del tribunale, tieni duro fino a febbraio che poi si risolve tutto...”. Passa un giorno e ricevo nuovamente una telefonata dal mio avvocato “Non so come dirtelo… non mi era mai capitato… ho letto male…. l’udienza è febbraio… ma del 2019... silenzio”
Ora, io sono in gravi difficoltà economiche, con una figlia nata da poco da una nuova convivenza ed una vita ricostruita alla quale ogni giorno devo chiedere di aspettare perché la “Giustizia” non può prendere in considerazione, prima del febbraio 2019, le mie istanze e nel mentre la mia ex moglie procede con pignoramenti ed ingiunzioni, autorizzata dallo stesso tribunale, anche solo per un mese di ritardo…ovviamente a patrocinio gratuito mentre io devo anche pagarmelo l’avvocato perché: lavoro! Il mio stipendio va tutto in mantenimento, mutui e finanziamenti ereditati dalla vecchia vita che continuo ad onorare, arrancando, nonostante non ne benefici più, perché ovviamente la casa è assegnata alla mia ex ma il mutuo, i mobili, la ristrutturazione, le sue scarpe e borse, le devo continuare a pagare io... però, un giorno, quando la casa sarà venduta potrò riprendere quei soldi. Peccato che la mia ex moglie non mi consente, usando tutti i meccanismi possibili ed immaginabili concessi dalla legge, nemmeno di far entrare un agenzia a fare le foto per venderla e così dovrò fare un'altra istanza in tribunale ed aprire un'altra causa per mettere in vendita casa mia e per l’anno di chissà mai riuscirò ad avere “giustizia”....
Nel mentre in attesa di febbraio 2019 perdo il sonno al solo pensiero di come fare da settembre a mandare al nido, comunale ovviamente, la piccola con un costo di quasi 500euro al mese…. Sì, 500 euro al mese per un nido comunale perché la casa di proprietà di cui gode la mia ex moglie è un valore come il mio stipendio al lordo e mia figlia è ricca per l’Isee .
(lettera firmata)
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