La manifestazione
Mense, il Tar stoppa Ristorart
Respinto il ricorso, via libera all’appalto da 26 milioni con Camst
PRATO. Mense scolastiche, avanti tutta con il gruppo Camst. I giudici della prima sezione del Tar della Toscana hanno messo la parola fine a una vicenda che si trascinava da sei mesi, rendendo incerto il nome del gestore chiamato ad erogare oltre 10mila pasti al giorno nelle scuole pratesi.
Sì perché il Tribunale presieduto da Manfredo Atzeni ha respinto il ricorso presentato dalla ditta Ristorart Toscana per annullare la gara del maxi appalto da 26 milioni di euro per l'affidamento della refezione scolastica: l’udienza risale al 31 gennaio scorso mentre la sentenza è stata depositata ieri.
La decisione della giustizia amministrativa era molto attesa perché il servizio di refezione scolastica non era stato ancora affidato in via definitiva: ora il Comune ha mani libere per stipulare con Camst il contratto di servizio fino al 2020. Rappresentata dagli avvocati Guido e Mauro Giovannelli, insieme a Luca Giagnoni, Ristorart Toscana aveva impugnato il bando e le successive determine del Comune con cui si disponeva l’aggiudicazione in favore di Camst, colosso emiliano della refezione scolastica, per la fornitura, trasporto, consegna e sporzionamento dei pasti.
Cinque erano stati i “vizi” rilevati dalla Ristorart, tra cui l’illegittimità del bando, il mancato rispetto delle linee guida regionali per la ristorazione scolastica e l’anomalia dell’offerta della Camst, costituitasi in giudizio insieme all’amministrazione comunale difesa da una rosa di avvocate tutta al femminile (Paola Tognini, Elena Bartalesi e Stefania Logli).
Come si legge fra le righe della sentenza, «l’infondatezza di tutti i motivi consente di respingere il ricorso nel suo complesso». In particolare, Ristorart aveva contestato anche un’anomalia sul prezzo offerto da Camst per ogni singolo pasto (3,77 euro), comprensivo del trasporto e della distribuzione, ritenendolo sottostimato rispetto ai costi da sostenere. In discussione anche il costo della manodopera per il quale Camst si sarebbe rifatta alle tabelle nazionali e non a quelle della provincia di Firenze: un riferimento sbagliato, secondo i giudici del Tar, perché la Camst avrebbe applicato le tabelle nazionali per i dipendenti delle aziende del turismo.
Ad accogliere con soddisfazione la sentenza è la dirigente della pubblica istruzione Donatella Palmieri: «Conferma il buon lavoro fatto sia sulla stesura del bando che sulla valutazione della procedura di gara».
Nei prossimi giorni verrà stipulato il contratto con Camst e sarà organizzato un incontro con la commissione mensa. «Ora potremo concentrarci in un piano di rilancio del servizio - prosegue Palmieri - sviluppando i progetti per il recupero degli avanzi in un’ottica anti-spreco». Progetti previsti dal bando di gara e che, operando in regime di aggiudicazione provvisoria, Camst non aveva potuto portare avanti.
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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