Sicurezza
Concerto Chiti, 176 anni di musica
Prato, il direttore Gabuzzini racconta la più antica banda pratese, che ora si appresta a mettere in scena “La giara” di Pirandello
PRATO. Una storia musicale lunga 176 anni. È quella del “Concerto cittadino Edoardo Chiti”, l’orchestra che vanta questo primato costellato di tanti successi. “Concerto cittadino” e non semplicemente banda perché in questo termine vuole racchiude l’insieme di quanti più strumenti possibili che danno vita, appunto, ad un concerto musicale. È questa la società bandistica più antica tra quelle ancora esistenti nella provincia di Prato. Che dopo la morte di Edoardo Chiti intorno al 1920 viene a lui intitolata quale direttore che più a lungo ha diretto la formazione bandistica, per una quarantina di anni.
«E siamo anche gli unici – dice orgoglioso l’attuale direttore Leonardo Gabuzzini – che sul labaro abbiamo lo stemma del Comune”. Diversi i direttori che si sono susseguiti nel corso degli anni a dirigere questa importante formazione, il maestro Chiti al quale è stata intitolata e poi un nome di spicco come Roberto Gabbiani che fu coinvolto grazie al padre, il maestro Giulio. Gabbiano junior è uno fra i più importanti direttori nel panorama musicale che, fra i più prestigiosi incarichi, è stato maestro del coro del Maggio musicale fiorentino, del coro del teatro alla Scala di Milano e poi direttore del coro dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma e attualmente, da alcuni anni, è direttore del Coro dell’Opera di Roma.
A metà degli anni Settanta fu chiamato il maestro Giulio Gabbiani a rinnovare l’organico della Chiti. Lo racconta anche Grazia Valentini nel libro “La Chiti dal 1842 al 2012. Un percorso musicale lungo 170 anni” dove Valentini ripercorre tutti questi anni di vita dell’orchestra. E così il complesso formato da una ventina di giovani elementi che Giulio Gabbiani aveva creato accetta la proposta del consiglio di entrare a far parte della banda. E il maestro in attesa di un nuovo direttore stabile, coinvolge il figlio Roberto che così per un periodo di tempo dirige il Concerto cittadino.
«Ricordo la grande umanità del maestro Giulio Gabbiani – dice Gabuzzini – Ha formato tanti musicisti, fu lui a portare alla Chiti una formazione composta da giovani elementi per dare una spinta all’orchestra. A lui devo molto». Leonardo Gabuzzini entra al “Concerto cittadino” agli inizi degli anni Ottanta, nel Novanta diventa capo banda e nel 2003 direttore. «Uno dei pochi – sorride – se non l’unico che da capo banda sono diventato il maestro dell’orchestra». Gabuzzini, che di lavoro fa l’agente di polizia municipale a Prato, è diplomato in tromba al conservatorio “Cherubini” di Firenze. La sua orchestra è attualmente composta da circa 40 elementi: l’età dei componenti va dai 15 anni fino al musicista più anziano, ottantenne. Dal pensionato fino al decoratore, passando per insegnanti, operai e c’è pure una musicista-farmacista.
Senza rinnegare le origini della Chiti che nasce come banda, oggi l’orchestra si è sviluppata e offre un repertorio nuovo e vasto con la presenza di strumenti che non sono previsti per una banda. Ecco che in questa formazione si trovano strumenti ad arco, tastiere elettroniche, chitarre e batteria. Il repertorio spazia, quindi, da musiche leggere da film, al jazz.
LA FILARMONICA GIACOMO PUCCINI
«Si può definire un’orchestra ritmo sinfonica», spiega il maestro Leonardo Gabuzzini. Che aggiunge: «Adesso quando proponiamo le musiche di alcune pellicole – spiega – facciamo vedere anche alcune immagini del film in questione». Ma non c’è solo la musica dei film nel repertorio della Chiti, si spazia da quella Sudamericana fino a brani italiani dei più grandi come Modugno, Battisti e Gino Paoli. E poi non mancano anche pezzi in inglese.
Il “Concerto cittadino Edoardo Chiti”, che fa parte del comitato cittadino per le attività musicali, ha alcuni appuntamenti fissi in calendario, come una serata di musica swing alla corte delle Sculture della Lazzerini durante la rassegna della Prato Estate e sempre durante la bella stagione un’altra iniziativa al Castello dell’Imperatore. Tanti i concerti che la Chiti tiene ogni anno e poi quelli che ha eseguito a Wangen e uno molto toccante a Ebensee nel 1999. «È stata l’esperienza più forte in tutti questi anni alla Chiti – sottolinea il maestro Gabuzzini – La Chiti è stata la prima orchestra non austriaca a suonare all’interno dei quello che fu un campo di concentramento».
Intanto, il “Concerto cittadino” è alle prese, presso la sede di via di Gherardo, col nuovo repertorio e nelle prove per mettere in scena “La giara”, l’opera pirandelliana ma in questo caso rivista. «Senza svelare troppo – sorride Gabuzzini – posso dire che grazie alla nostra regista Grazia Valentini sarà una “Giara” adattata in Toscana, portata in scena dalla nostra compagnia teatrale nata nel 2013 “Chi ti recita”. Gli attori saranno gli orchestrali della Chiti me compreso (e ride di gusto, ndr), a suonare i componenti dell’orchestra giovanile della Chiti nata da circa un anno e diretta da Gerardo De Muzio e da Simone Puggelli, che è anche il direttore artistico della nostra orchestra».
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