Attenzione
Ambrogio apre ai pagamenti in bitcoin
L’azienda pratese di telecomunicazioni e servizi cloud, apre le porte ai pagamenti con la criptovaluta
PRATO. Un altro passo verso il futuro. Ambrogio, l’azienda toscana di telecomunicazioni e servizi cloud, apre le porte ai pagamenti con la criptovaluta. Dai più famosi bitcoin ad ethereum fino a litecoin, dash, bitcoin cash e ripple. «È tutto pronto, spiega il presidente Franco Tocci, siamo soltanto in attesa delle prime transazioni». Il sistema bitcoin, che si basa su un database decentralizzato e mezzi di crittografia avanzatissimi, consente di tracciare le transazioni, generare moneta e assegnarla ai legittimi proprietari. Ed è proprio questo che Ambrogio vuol offrire ai propri clienti. Da una parte la possibilità di convertire il costo di un servizio dell’azienda, per permettere il pagamento con una moneta interamente digitalizzata al posto dell’euro, senza intermediazione bancaria.
Dall’altra l’assistenza per consentire agli stessi clienti di produrre le criptovalute più importanti, traendone un guadagno. L’idea nasce anche dall’intuizione di utilizzare il sistema di blockchain, che sfrutta la tecnologia peer-to-peer garantendo il corretto scambio di titoli e azioni, per sviluppare un software innovativo come “youneed”, il portale dove i clienti di Ambrogio trovano tutto ciò di cui hanno bisogno, dal punto di vista dati e comunicazione. E la struttura di ricerca e sviluppo dell’azienda toscana è già al lavoro per rilasciare entro il 2018 una criptovaluta dedicata al mondo delle aziende. Le potenzialità che il mercato, anche tradizionale, potrebbe offrire nei prossimi anni sono enormi, tanto da essere paragonate a quella che è stata la rivoluzione di Internet venti anni fa. A Rovereto e dintorni, nella Bitcoin valley d’Italia, è già possibile mangiare una pizza, noleggiare una bicicletta, andare a fare la spesa pagando in moneta digitalizzata, mentre in Svizzera il municipio di Chiasso ha ufficializzato la notizia che da quest’anno accetterà i pagamenti delle tasse locali in bitcoin.
«Abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo percorso non soltanto per offrire un nuovo servizio ai nostri clienti, spiega ancora il presidente Tocci, ma anche perché vediamo una prospettiva concreta nelle criptovalute e nelle tecnologie legate al mondo delle monete interamente digitalizzate. E noi siamo un’azienda proiettata nel futuro».
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