Il Tirreno

Prato

Silli: "Della Vedova? Con Prato c'entra come i cavoli a merenda"

Benedetto Della Vedova
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Benedetto Della Vedova

La replica del candidato di Forza Italia all'avversario di Più Europa che lo aveva accusato di "essere troppo pratese". E Bosi (Pd) stuzzica Silli: "Amico degli operai ma appoggi la Flat tax". Mori (Leu) preoccupato per la scuola pratese

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PRATO. «Finalmente il mio avversario diretto, il sondriese Benedetto Della Vedova, si fa vedere da queste parti a mezzo stampa, si fa finalmente avanti per attaccare la mia pratesità. Peccato che lo fa a distanza, mentre è a Cagliari a fare una delle altre sue campagne elettorali e lo fa attaccandomi». Così il candidato all'uninominale della Camera Giorgio Silli. «In sostanza - continua Silli - mi accusa di sottolineare la mia appartenenza a questo territorio e commenta con sdegno, addirittura, che lui non è "mica candidato a fare il sindaco di Prato’’.

A me sembra l'ennesima uscita dall'angolo per non doversi confrontare con me sulle questioni nodali che stanno alla base del Patto vero per il nostro Distretto che sto promuovendo da molte settimane ormai. Dato che il territorio è chiamato a eleggere una persona che lo rappresenti e che io non posso certo spratesizzarmi per fare un favore a Della Vedova e a Renzi, forse è il caso che il mio avversario, almeno per l'ultima settimana, la smetta di andare a Mestre, Bologna, Firenze, Milano, dove è candidato in diversi listini bloccati, e si dedichi ai cittadini dei quali chiede il voto».

«Io penso però un'altra cosa: che Della Vedova c'entri con la nostra comunità e la sua storia - fatta di collaborazione e spirito liberale, non liberista - come i cavoli a merenda. E penso che preferisca andare in giro per l'Italia a parlare di liberalizzazione della cannabis, piuttosto che venire qui e guardare negli occhi i lavoratori del tessile e ragionare con loro sul futuro del Distretto», conclude Giorgio Silli.

Bosi (Pd): "Silli si dice amico debgli operai ma appoggia la Flat tax". “La campagna elettorale del candidato di Forza Italia Giorgio Silli sta assumendo toni sempre più surreali - scrive Gabriele Bosi, segretario provinciale del Pd - Dopo il maldestro tentativo di proporsi come candidato “civico” relegando in un angolino i partiti della coalizione di Centrodestra che lo appoggiano, Silli in questi giorni ha anche cercato di passare da “amico degli operai”; il che conoscendo Silli fa già ridere abbastanza".

"Ma il colmo - prosegue Bosi - lo si è raggiunto quando ha fatto propria la proposta berlusconiana di introdurre la Flat tax, affermando che sarebbe vantaggiosa sia per gli imprenditori sia, parole sue, per le “fasce medio basse della popolazione”. Chi vuole prendere in giro? La Flat tax proposta da Berlusconi consiste nel sostituire l’imposta progressiva sul reddito attualmente in vigore con un’aliquota unica al 29%, indipendentemente dal proprio stipendio".

"Questo vuol dire che un operaio dovrebbe pagare sul proprio reddito la stessa aliquota che paga Silli: si tratta insomma di una misura profondamente iniqua, un regalo ai ricchi e uno schiaffo agli operai. Capisco che a Silli questo provvedimento possa convenire personalmente, ma trovo ridicolo che cerchi di venderlo come vantaggioso a chi guadagna molto meno di lui. Insomma, Silli può smettere di cercare di  passare da quel che non è, perché si è già tradito da solo”.

Luca Mori (Liberi e Uguali): «La scuola pratese in difficoltà. E la “Buona Scuola” ha accentuato la sofferenza». «La scuola pratese fa fatica e non riesce a rispondere adeguatamente alle necessità». E’ quanto sostenuto ieri pomeriggio, allo spazio Aut, da Luca Mori, candidato per Liberi e Uguali nel collegio uninominale della Camera, nel dibattito su “La Buona scuola, quali danni, quali i nostri rimedi”, al quale hanno preso parte anche Maria Grazia Tempesti (ex dirigente scolastica), Andrea Mazzoni (responsabile regionale Scuola e cultura di Leu), Gioele Andreini (Rete studenti medi).

Un’analisi della scuola pratese molto preoccupata quella di Mori: «Si incontrano forti problemi nel formare le classi, con gli istituti costretti a costituire sezioni con un numero eccessivo di alunni, oltre 25 anche in presenza di ragazzi portatori di handicap. Difficoltà in una situazione già complicata: Prato registra il più alto tasso di abbandono scolastico della Toscana. La “Buona Scuola” di Renzi non ha contribuito a migliorare le cose e ad attenuare le difficoltà. Anzi, è accaduto il contrario».

«Lo sfascio dell’istruzione – ha continuato Mori nel suo intervento – è iniziato con governi di destra, dalla Moratti alla Gelmini. La “Buona Scuola” non ha però bloccato la tendenza e ha aggravato gli effetti di una situazione già pesante, perché alla fine il suo vero obiettivo è quello di continuare a contenere la spesa in favore di un privato mascherato da paritario».

«La “Buona Scuola” – ha continuato ancora il candidato di Leu – ha enfatizzato l’orientamento aziendale e burocratico, ha messo in difficoltà studenti, docenti e genitori e gli stessi dirigenti scolastici, le figure, quest’ultime, a cui più di altri si è rivolta.  La “Buona scuola” non è affatto buona: con la scusa di decentrare e snellire la gestione si è, in realtà, scaricato su presidi e dirigenti scolastici compiti, anche di sicurezza, verso i quali si sono mostrati sovente impreparati. Presidi e dirigenti sono stati chiamati a svolgere funzioni proprie delle istituzioni centrali, a svolgere ruoli di supplenza e sostitutivi di altri livelli amministrativi. Con esiti prevedibili: maggiore confusione e scuola sempre più in sofferenza».    

«La cosa che risulta più grave – ha concluso Mori – è che il voler trasformare le scuole in aziende sta nettamente snaturando la loro funzione educativa e critica».

 

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