Sicurezza
«Non trasporteremo più disabili e anziani»
In polemica col Comune, la Pubblica Assistenza ritiene che i rimborsi non coprano i costi del servizio
PRATO. La Pubblica assistenza rinuncia a uno dei suoi servizi storici, il trasporto di disabili e anziani non autosufficienti, in polemica col Comune e con la Società della salute. La decisione è stata resa nota ieri con un lunghissimo comunicato che ripercorre i motivi che hanno portato a una decisione che viene definita "sofferta". In particolare la Pubblica Assistenza sostiene che le tariffe di rimborso sono «del tutto insufficienti» e non riescono a coprire il costo del servizio. Inoltre, sempre secondo l'associazione di volontariato, il servizio doveva essere riorganizzato e così non è stato. Per questo è stato deciso di non iscrivere l'associazione all'albo dei soggetti idonei al trasporto agevolato di persone disabili e anziani non autosufficienti, il cosiddetto "trasporto sociale".
La Pubblica Assistenza è alle prese anche con alcuni mal di pancia interni. Nelle scorse settimane si sono dimessi il vicepresidente Piero Riccomini, il responsabile dei servizi funebri Simone Tripodi, tre consiglieri e due sindaci revisori. All'origine della decisione, dicono, diversità di vedute sull'utilizzo delle risorse.
«Da parte dell’associazione si è ritenuta inderogabile la necessità di individuare un percorso che non si limitasse alla definizione di nuove tariffe di rimborso – si legge in una parte del comunicato – a nostro parere del tutto insufficienti se paragonate alle identiche attività che vengono espletate in ambito sanitario, senza che queste siano state in alcun caso analizzate o discusse al tavolo della Società della salute tra le associazioni sinora coinvolte nell’attività sussidiaria dei comuni dell’area pratese. Da tale analisi sarebbe apparso chiaramente che le tariffe individuate non permettono il rimborso del costo effettivo del servizio. Dalla rendicontazione gestionale risulta una grave perdita rispetto agli importi stanziati per le attività giornaliere: il costo di gestione dei propri automezzi, delle dotazione di impiego, il costo dei carburanti, del personale sia di autisti che di accompagnamento, impegnando personale volontario ma anche dipendente, compresi i relativi oneri previdenziali, assicurativi ed assistenziali, nel rispetto delle norme sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, nella tutela assicurativa per la responsabilità civile nei confronti dei trasportati, in tutti i giorni di lavoro della settimana e dell’anno, nel rispetto degli orari e delle esigenze e peculiarità degli utenti, è tale da non essere coperto dall’importo individuato nell’avviso di iscrizione all’albo dei soggetti qualificati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
