Sicurezza
Silli: "Va ripensata la formazione per il rilancio del tessile"
Prato, il candidato di Forza Italia dedica al “know how” perduto il quarto patto per il distretto: "Mancano le professionalità"
PRATO. È dedicato alla formazione nel tessile il quarto patto per il distretto di Giorgio Silli, candidato all’uninominale della Camera per il centrodestra. Una formazione che fino ad oggi ha funzionato “alla buona” per molti imprenditori, in quanto avveniva direttamente nelle imprese. Ma che oggi non può fare a meno di passare dalle sfide del 5 G e della formazione superiore, universitaria e post-universitaria. Soprattutto in quei settori più tradizionali per il territorio, come la tintoria, ma anche nella modellistica e nelle stesse confezioni, per gli italiani e per i cinesi.
«Se vogliamo rilanciare il distretto con nuovi tipi di produzione, declinarci su scala globalizzata e avere una visione completa del tessile, è necessario avere una formazione adeguata, ciò che al momento non esiste», dice Silli. Una formazione di cui il candidato sottolinea l’inidoneità in relazione alle figure professionali più ricercate sul nostro territorio e in vista di un vero rilancio del distretto: «Nonostante l’industria tessile e il manifatturiero siano i macrosettori della nostra economia – riferisce Silli - non esiste un corso di laurea, ad esempio, che tratti in modo complessivo la materia tessile. Non esistono corsi di meccano-tessile veri e propri, essendo scomparso anche quello che era stato attivato in passato al Pin. La stessa formazione della scuola superiore è carente, molte specializzazioni di nicchia negli istituti tecnici industriali sono scomparse. Eppure c’è continua richiesta di tecnici, di operai specializzati, ma anche di modellisti, per i quali mancano corsi di formazione a livello accademico. Non possiamo pensare di farne a meno nell’ottica di un distretto divenuto ormai anche produttore di capi finiti e di confezioni».
Silli crede poco all’alternanza scuola-lavoro così com’è strutturata oggi, che ha bisogno di un «forte ripensamento». Un’altra questione riguarda il rapporto infrastrutture-formazione, in merito alla quale Silli dichiara: «Bene il 5g, bene le infrastrutture per comunicare, bene guardare al futuro, ma dobbiamo riempirle di contenuti queste infrastrutture, non dobbiamo perdere il know-how che ha fatto del nostro distretto una realtà unica nel suo genere».Tutte necessità, fa notare Silli, «che arrivano dal basso, dalle esigenze degli imprenditori, delle categorie econimiche e dei sindacati».
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