Il Tirreno

Prato

Ergastolo per l’assassino di Leonardo Lo Cascio

di Pasquale Petrella
Ergastolo per l’assassino di Leonardo Lo Cascio

L’avvocato dei familiari «Una sentenza giusta per un omicidio tremendo C’era il timore di sconti di pena per chi ha ucciso e infangato il loro caro»

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PRATO. «Siamo soddisfatti sì, perché è una sentenza giusta per un omicidio terribile che poteva capitare a chiunque si fosse trovato a scendere a quella fermata dell’autobus e a percorrere a piedi quel tratto di strada». Così l’avvocato Eugenio Zaffina che con i colleghi Alessandro Oliva e Giulia Marini, ha rappresentato le parti civili nel processo che si è chiuso con la condanna all’ergastolo per il marocchino trentenne Abdelghani Ammari, reo confesso dell’omicidio di Leonardo Lo Cascio, il trentottenne portiere di notte dell’Art Hotel ucciso la sera del 30 marzo 2017 nei giardini davanti al Tribunale.

«C’è soddisfazione anche da parte dei famigliari (la madre, un fratello ed una sorella tutti presenti in aula al momento della lettura della sentenza sono andati a ringraziare il pubblico ministero Egidio Celano ndr) che fino alla fine hanno temuto in qualche sconto di pena - continua l’avvocato Zaffina - La parte più sgradevole di questo processo infatti è stato il bieco tentativo dell’imputato di gettare fango sulla vittima. Leonardo Lo Cascio era un figlio e un fratello che tutti vorrebbero. Faceva due lavori per aiutare la famiglia e non aveva macchie sulla sua condotta. E’ stato ucciso solo perché il suo assassino voleva rapinarlo dello zainetto e del telefono cellulare».

Il giudice Francesco Pallini ha condannato Abdelghani Ammari anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno da quantificare in altra sede oltre al pagamento immediato di una provvisionale di centomila euro a ciascuna delle tre parti civili costituite, e a rifondere le spese processuali allo Stato.

Una parte della sentenza quest’ultima che difficilmente potrà essere esaudita e quindi pe ri famigliari resta solo la consolazione della condanna all’ergastolo senza sconti nonostante il rito abbreviato, per l’assassino del loro caro.

Nessun commento alla sentenza da parte degli avvocati Gabriele Terranova e Luca Ancona che difendevano l’imputato e che speravano nel riconoscimento da parte del giudice di qualche attenuante che avesse potuto far scendere il numero degli anni finali.

Fuori dall’aula anche un paio di famigliari del condannato che hanno inutilmente minacciato i fotografi di non fare le foto al loro parente condannato.

L’ergastolo inflitto al marocchino col rito abbreviato ha messo la parola fine a questo tragico episodio di criminalità, unico nel suo genere a Prato, come quasi unica è stata la sentenza. Visto che non c’è memoria di un ergastolo inflitto nel Tribunale di Prato al termine di un rito alterantivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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