La manifestazione
Bimba nasce morta Aperta un’inchiesta
A presentare l’esposto è stata la mamma della puerpera La procura per ora ha disposto solo l’autopsia sul feto
PRATO. Il battito è scomparso fra il primo ed il secondo tracciato effettuati a distanza di poche ore l'uno dall'altro nell'ospedale di Prato. E, nonostante l'immediato taglio cesareo, per la bimba non c'è stato nulla da fare. E' nata morta. L'episodio è avvenuto fra lunedì e martedì scorsi e la madre della puerpera ha deciso di presentare un esposto denuncia per cercare di capire cosa sia successo e se ci siano delle responsabilità fra i sanitari che hanno seguito la figlia fra domenica e martedì nell'ospedale Santo Stefano.
Il sostituto procuratore della Repubblica, Lorenzo Boscagli ha aperto un fascicolo contro ignoti, per ora, ed ha disposto l'autopsia sul feto.
Succede tra le 5 e le 10 volte l’anno all’ospedale Santo Stefano di Prato, cioè in meno del 3 per mille degli oltre 2.500 parti annui che avvengono nella struttura. È la morte intrauterina, cioè il decesso del feto nella pancia della madre oltre la 22esima settimana di gestazione – prima si parla di aborto – e fino alla termine della gravidanza in una donna che non si trova in travaglio (altrimenti si tratta di morte “intrapartum”). I casi che si registrano all’ospedale pratese sono in linea (e con un valore positivamente basso) con le statistiche nazionali, che attribuiscono alla morte intrauterina un’incidenza che va dal 2 al 6 per mille delle gravidanze. «E un tema complesso e purtroppo non rarissimo (come è invece per le morti intra e post partum) – spiega il direttore del Dipartimento materno infantile dell'Ausl Toscana centro Giansenio Spinelli – che costituisce la sfida più grande dell’ostetricia moderna. Ed è un evento molto doloroso, sia per i genitori che per i professionisti che vi hanno a che fare». Difficile capire quali siano le case di questa circostanza traumatica, che trasforma la gioia dell’attesa nel dolore della perdita. «In molti casi non si riescono ad individuare – afferma Spinelli – A volte sono di natura cardiologica, o legate a patologie del cordone ombelicale o una familiarità della madre, ma non ci sono ancora molte certezze sul tema. In più è un evento che avviene in maniera inaspettata, senza dare alcun segnale, in qualsiasi momento della gravidanza». Per quanto riguarda le morti perinatali l’Italia ha una delle incidenze più basse al mondo (4,1 per mille nel 2013 secondo Istat), e la Toscana quella più bassa del Paese (2,7 per mille. All’ultimo posto la Sicilia, con il 4,7 percento). La Toscana fa parte anche dello Spitoss, un progetto di monitoraggio e sulle morti perinatali con lo scopo di individuarne le cause.
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