Sicurezza
Cantiere al Lungobisenzio gli indagati salgono a tre
Anche il sindaco Biffoni in Procura come persona informata sui fatti «Scade il contratto al dirigente indagato, volevamo capire i tempi dell’inchiesta»
PRATO. Si allunga il registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui lavori allo stadio Lungobisenzio. L’inchiesta vede attualmente indagati per falso in atto pubblico il dirigente del servizio lavori pubblici del Comune, Luca Piantini, il dipendente dello stesso ufficio Francesco Sanzo, progettista dei lavori, e una terza persona esterna al Comune, che non fa parte dello staff dell'ufficio tecnico e il cui nome, per il momento, non viene diffuso. Il suo ruolo sarebbe comunque marginale rispetto agli altri due indagati, difesi entrambi dall’avvocato Antonio Bertei.
Frattanto il 15 febbraio scorso il sindaco Matteo Biffoni è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal procuratore della Repubblica Giuseppe Nicolosi, dai sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli che conducono l’inchiesta e dal capo della squadra mobile della questura Francesco Nannucci.
Falso in atto pubblico. Il falso, secondo la procura, si riferisce all’alterazione di documenti allo scopo di far figurare il corretto andamento dell'iter burocratico relativo alla gestione del cantiere allo stadio quando, nel luglio scorso, fu posto sotto sequestro dopo alcune irregolarità riscontrate dall’Asl. Secondo l’accusa, retrodatando e manipolando la documentazione dopo la visita dell’Asl che portò al sequestro, tutto fu fatto tornare in regola e i documenti furono portati in procura. La settimana scorsa gli uomini della mobile erano andati all’ufficio tecnico per una perquisizione, prendendo tra l’altro gli hard disc di alcuni computer.
Il sindaco dal procuratore. Ieri mattina il sindaco Biffoni è tornato in procura insieme all’avvocatessa del Comune Paola Tognini e al direttore generale Simonetta Fedeli, da poco entrata in servizio. Il motivo per cui Biffoni è tornato dal procuratore è legato alla necessità del Comune di conoscere i tempi dell’indagine. Il contratto di Piantini scade il 28 febbraio ed essendo un dirigente che si occupa di molti settori attinenti ai lavori pubblici, fra cui la scuola, l’attività dell’ufficio rischia di essere paralizzata.
Al dirigente indagato scade il contratto. «Non sono io a decidere eventuali sanzioni nei confronti di Piantini, ma la struttura preposta – dice il sindaco Biffoni – L’iter in casi di sanzioni disciplinari è preciso, non discrezionale e prevede sanzioni diverse a seconda della gravità. Per ora si parla di ipotesi di reato, ma per fare una valutazione in tempi brevi occorre sapere lo stato dell’indagine. L’accusa mossa nei suoi confronti è grave, ma un conto è l’avviso di garanzia un altro l’eventuale rinvio a giudizio». Insomma, tempi stretti e necessità di conoscerli da parte dell’ente, non tanto per accelerare i lavori allo stadio, ma per l’attività dell’ufficio lavori pubblici nel suo complesso.
Lavori allo stadio: inchieste intrecciate. «Se lo scopo di quel presunto falso è stato quello di accorciare i tempi della riapertura dello stadio l’effetto è stato disastroso – aggiunge Biffoni con una battuta – Visto che lo stadio è chiuso e il Prato è costretto ancora a giocare a Pontedera, con aumenti di costi anche da parte nostra per i vigili di scorta mandati in trasferta. In realtà il sequestro del cantiere è stato il problema minore nell’iter dei lavori. Ha pesato di più l’altra inchiesta, quella sui baby calciatori che ha coinvolto il Prato Calcio. È stato lì che la società ha deciso di ritirare il suo finanziamento di 200.000 euro per i campi in sintetico, che avrebbero accelerato molto la riapertura dello stadio. A quel punto abbiamo deciso di procedere col campo seminato, la cui erba non è ancora cresciuta, e utilizzare la nostra metà di finanziamento per altri settori sportivi».
Lavori allo stadio e tratta dei calciatori immigrati: due inchieste diverse ma in qualche modo intrecciate. Nei prossimi giorni la procura sentirà altre persone, che sono state già convocate, con l’intenzione di chiudere l’inchiesta in tempi brevi, che è anche quanto auspicato dal Comune.
Francesco Albonetti
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