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Prato

Carte “taroccate” dopo i controlli

Carte “taroccate” dopo i controlli

Lavori allo stadio, più chiare le ipotesi di reato contestate al dirigente Piantini e all’ingegner Sanzo

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PRATO. Si è voluto accelerare forzatamente l’iter dei lavori, vista l’urgenza che arrivava da più parti in città di riavere uno stadio pronto e a norma, o c’è anche dell’altro? Dalla procura bocche cucite ed anche in Comune, per ora, preferiscono il silenzio. Stiamo parlando dell’inchiesta sulle presunte irregolarità sui lavori allo stadio Lungobisenzio. Un’inchiesta condotta dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli sotto la direzione del procuratore capo Giuseppe Nicolosi, che, in questa fase, vede due persone indagate: il responsabile del servizio lavori pubblici del Comune Luca Piantini, difeso dall’avvocato Antonio Bertei, e l’ingegnere Francesco Sanzo, che fa parte del suo staff. L’ipotesi di reato è quella di falso in atto pubblico, per aver alterato alcuni documenti allo scopo, secondo la procura, di far figurare la regolarità dell'iter burocratico relativo alla gestione del cantiere. Una serie di carte forse manipolate che sarebbero state aggiunte, e portate in procura dai tecnici comunali, proprio per dimostrare la regolarità dell’iter seguito dopo i controlli dell’Asl che portarono al sequestro del cantiere da parte della procura nello scorso mese di giugno, cantiere poi dissequestrato una decina di giorni dopo. Sulla base di quella prima inchiesta, che vedeva Piantini indagati insieme a Giuseppe Mazzeo, capocantiere della ditta Castelnuovo, tutto si concluse con un’ammenda a carico di Mazzeo, mentre Piantini scelse di affrontare il processo. Nei giorni scorsi, col sequestro di computer e hard disc da parte degli uomini della squadra mobile della questura negli uffici comunali, si è aperto questo nuovo filone d’inchiesta. (f.a.)

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