Il Tirreno

Prato

Sconti a tutti sulle rette di nidi e materne paritarie

Maria Lardara
Sconti a tutti sulle rette di nidi e materne paritarie

Prato, grazie al contributo statale di 800.000 euro gli sgravi andranno a duemila bimbi e si potranno cumulare con le altre agevolazioni. In media 100 euro a figlio

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PRATO. Isee o non Isee, stavolta lo “sconto” sulla retta del nido toccherà a tutti. Sì, anche a coloro che hanno un indicatore della situazione economica equivalente oltre i 37.000 euro, coppie con figli piccoli che magari hanno una casa di proprietà e fanno presto così ad alzare l’asticella della soglia di reddito. È così che l’amministrazione pensa di utilizzare il “tesoretto” di 800.000 euro di fondi statali che il piano infanzia del governo per la fascia 0-6 destina al Comune di Prato, la seconda città capoluogo più “premiata” dopo Firenze (in ballo quasi 14 milioni di euro per tutta la Toscana): l’abbattimento delle rette si concretizzerà a partire dal prossimo settembre, diluito nell’arco di quattro mesi, anche per la necessità di utilizzare i fondi entro il 31 dicembre 2018.

I beneficiari. Il provvedimento interessa oltre duemila bambini tra gli iscritti ai nidi comunali e convenzionati, per un totale di 42 strutture, e i piccoli che frequentano la materna paritaria e privata (23 scuole). Le riduzioni non saranno dunque spalmate in modo proporzionale secondo le diverse fasce di contribuzione previste ma si riverseranno a cascata su tutte le famiglie, indipendentemente dalla posizione economica.

Contributo “una tantum”. A differenza di altre amministrazioni comunali che erogheranno il bonus (i fondi non sono ancora arrivati) sotto forma di rimborso già prima di giugno, il Comune di Prato spenderà i fondi a partire da settembre in modo da aumentare la percentuale di abbattimento sulla retta: si tratta mediamente di un centinaio di euro a bambino, con una ripartizione a maggior beneficio del nido (80%) e, in subordine, alla materna (20%). Questo perché alla scuola dell’infanzia privata paritaria generalmente si paga una retta mensile più bassa di quella del nido (si viaggia dai 130 ai 200 euro) ma in qualche caso la scelta di iscrivere il bambino alla paritaria può essere dettata da necessità come, ad esempio, maggiori servizi o la vicinanza all’abitazione dei nonni. «Il Comune di Prato continua a credere nei servizi per la prima infanzia – sottolinea l’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti - valorizzando il sistema integrato pubblico-privato che ha sempre caratterizzato l’esperienza pratese». Perché però non assegnare il nuovo bonus statale in modo proporzionale in base all’Isee, come già accade per i crediti d’accesso? Su questo risponde sempre Ciambellotti: «Negli ultimi due anni abbiamo rivisto le tariffe del nido in base all’Isee per sostenere i nuclei più bisognosi. Ma siamo consapevoli che il nido possa diventare un servizio oneroso anche per quelle famiglie che rientrano nella fascia “media” e che magari hanno due bambini iscritti al nido». Famiglie che, alla fine, sono costrette così a rinunciare a un servizio educativo fondamentale.

Come funziona. Per chi già usufruisce dei crediti d’accesso a copertura parziale o completa delle tariffe dei nidi (comunali e convenzionati), il nuovo contributo statale può essere cumulato con l’agevolazione comunale. Questo significa che per tante famiglie con l’Isee più basso si tratterà di sconti molto consistenti sulle rette, tanto da essere azzerate. Un esempio? Se una famiglia con un Isee di 6mila paga già 92 al mese per il figlio iscritto all’asilo comunale grazie al credito d’accesso, ora con il bonus statale potrà azzerare quasi o tutta la retta. La procedura per l’erogazione dei contributi è ancora tutta da mettere in piedi: probabile che le famiglie non debbano presentare domanda al Comune.

 
 

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