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Prato

Silli: "Economia al palo se la giustizia non funziona"

Francesco Albonetti
Giorgio Silli di fronte al tribunale di Prato (foto Sproviero-Batavia)
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Giorgio Silli di fronte al tribunale di Prato (foto Sproviero-Batavia)

Prato, nel "patto per il distretto" del candidato di centrodestra il "caso tribunale", la riforma sui fallimenti e lo stop alla legge “svuota-carceri” sulla depenalizzazione

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PRATO. La buona economia passa anche dalla giustizia. Due fattori il cui inscindibile legame vale ancor di più in una realtà come quella pratese, vista l’importanza della giustizia fallimentare. Punta proprio sulla riforma della giustizia, con le ricadute centrate su Prato, il “terzo patto per il distretto” di Giorgio Silli, candidato del collegio pratese alla Camera per il centrodestra. E quattro sono i punti sui quali lavorare, secondo Silli: il tribunale di Prato che non funziona con i suoi problemi di organico e la questione della sezione fallimentare prima spostata e poi no, ma senza nulla di scritto, il diritto fallimentare, la legge sul sovraindebitamento e i carceri.

L’allarme tribunale. «Da anni gli operatori del settore, gli ordini professionali e i sindacati lanciano l’allarme a proposito del Tribunale di Prato – dice Silli – anziché mandare rinforzi, un giorno abbiamo appreso che la sezione fallimentare sarà accorpata a quella di Lucca. O al scelta è in malafede o è dettata dalla superficialità. Si parla di un indotto di decine di milioni di euro che rischiamo di perdere: avvocati, commercialisti, periti industriali, consulenti del lavoro, insomma tutto un mondo che ruota attorno alla giustizia e che ne uscirebbe fortemente penalizzato». Poi, prosegue Silli, è arrivato il ripensamento da parte del ministro. «Le promesse però non sono sufficienti, per questo giuro che non avrò pace finché non ci sarà un atto scritto del nuovo governo a garanzia che questo accorpamento non avverrà mai. Non mi fido delle promesse di ministri fatte a pochi giorni dalle elezioni, visto anche che fa due settimane non ci saranno più.

La legge fallimentare. «La riforma della legge fallimentare – argomenta l’esponente di Forza Italia – così come è non va bene e le criticità che ne derivano richiedono un profondo ripensamento di quanto scritto nei decreti. Anche in questo caso i professionisti sarebbero seriamente penalizzati in virtù di uno stravolgimento procedurale che vedrebbe le Xamere di commercio come attori principali».

Famiglie indebitate. Silli ricorda che nel 2012 è stata varata la legge 3 sul sovraindebitamento, che prevede che anche le persone fisiche possano ristrutturare i propri debiti in maniera intelligente, così da poter vivere comunque una vita dignitosa. «La legge esiste da tempo, non si capisce perché la politica non ne parli e non ne abbia parlato in tutti questi anni».

Carceri sovraffolate. «Il problema è stato risolto depenalizzando i reati minori, risolvendo la questione del sovraffollamento non mandando in galera spacciatori e rapinatori, arrestati e rimessi subito fuori. Una trovata devastante per la percezione che hanno i delinquenti dello Stato e frustrante per le forze dell’ordine che li arrestano per vederli subito liberi».

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