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Prato

Minniti, nessuna promessa ma impegno sul riciclaggio

Minniti, nessuna promessa ma impegno sul riciclaggio

Il ministro dell’Interno al circolo Favini tra elogi al sindaco (“un ragazzo d’oro”) e battute sui candidati: «Potete scegliere tra la bellezza e la forza del pensiero»

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PRATO. Nessuna promessa precisa, ma l’impegno di tenere in considerazione le esigenze di Prato, soprattutto in tema di lotta al riciclaggio di denaro sporco, nelle stanze che contano. Il passaggio del ministro dell’Interno Marco Minniti in città si è consumato in meno di un’ora al circolo Arci Favini di via Po, dove oltre cento militanti, insieme ai candidati alle prossime elezioni, lo attendevano ieri per un pranzo elettorale.

Pranzo che in realtà i militanti hanno consumato in assenza del ministro, trattenuto a Firenze dove ha firmato il Patto per la sicurezza e ha promesso 13 nuove pattuglie sulle strade fin da domani. Per quanto riguarda Prato, invece, come si è detto, nessuna promessa di questo tipo. «Una cosa alla volta – ha detto Minniti salendo le scale che portano alla sala del circolo – Oggi abbiamo firmato a Firenze, poi vedremo per Prato». Nessuna domanda dei cronisti ammessa sia prima che dopo. Nemmeno quella, scontata, sulla rimozione del questore di Macerata che abbiamo provato a fargli mentre saliva sull’auto che lo avrebbe portato verso l’Emilia, dove è andato a far visita a un carabiniere ferito durante gli scontri a Piacenza.

Il breve discorso che il ministro ha tenuto davanti ai commensali è stato dedicato in gran parte all’elogio del sindaco Matteo Biffoni, («un ragazzo d’oro che ho avuto modo di conoscere come responsabile dell’immigrazione per l’Anci e col quale abbiamo collaborato nella politica della gestione dei flussi migratori»), tanto che a un certo punto è sembrato fosse lui il candidato alle prossime elezioni. In realtà i candidati erano lì accanto, Antonello Giacomelli nel listino per la Camera e Caterina Bini all’uninominale del Senato. A loro Minniti ha riservato una battuta che è sembrata vagamente sessista, soprattutto di questi tempi: «Abbiamo qui due candidati ben assortiti, il giusto equilibrio tra bellezza e forza del pensiero. Vediamo se indovinate chi rappresenta la bellezza e chi la forza del pensiero». E poi, per chi non l’avesse capita: «Oh, ragazzi, può anche essere che qualcuno pensi che la bellezza sia Antonello Giacomelli...».

A metà del suo discorso il ministro ha detto che il sindaco Biffoni gli ha chiesto una particolare attenzione al riciclaggio di denaro sporco e Minniti ha promesso che la prima cosa che farà tornando in ufficio al Viminale sarà di parlare coi vertici della Guardia di finanza per chiedere un preciso impegno in questo campo, quello del monitoraggio dei flussi di denaro provenienti da attività illecite. «Un fenomeno – ha spiegato successivamente il sindaco – che magari non desta l’allarme sociale di altri reati, penso ai furti sulle auto o nelle case, ma che è potenzialmente distruttivo per l’economia legale».

Prima di andarsene il ministro Minniti ha rivolto un accorato appello ai militanti perché intensifichino l’opera di convincimento degli elettori. «Un partito è programma e progetto, ma è anche passione organizzata – ha detto citando Antonio Gramsci senza nominarlo – Se andate in giro senza trasmettere passione la gente non vi crederà». Un appello in generale anche agli elettori perché vadano a votare. Non è vero, ha detto Minniti, che dopo le elezioni non cambia niente. Qui rischiamo di tornare al passato o di fare un salto verso l’ignoto. Si riferiva al centrodestra di Berlusconi e al Movimento 5 Stelle di Grillo e Di Maio.

Paolo Nencioni

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