Finanza
Il martedì è “grasso” ma la mensa è magra
Anche quest’anno il Comune di Prato ha deciso di non fornire il servizio alle elementari perché alcuni alunni escono prima. In molte altre scuole l’orario è regolare
PRATO. Quando il martedì è "grasso"… il pasto è magro: panino nello zaino e niente mensa alla scuola primaria. Va bene che a Carnevale ogni scherzo vale ma questa storia che, nel giorno più colorato dell'anno, non venga erogato dal Comune il servizio di refezione scolastica non va giù a diversi genitori.
«Succede tutti gli anni - lamentano alcune mamme che mandano i figli all’istituto comprensivo Pier Cironi - ma non ne capiamo assolutamente il motivo visto che i nostri bambini frequentano regolarmente la scuola: per martedì 13 febbraio (martedì “grasso”, ndr) non sono previste riduzioni di orario».
In altri istituti comprensivi invece (come al Nord), per l’ultimo giorno di Carnevale la campanella suonerà alle 12.30 e alle 12.50 per la primaria e la materna: la mensa dunque non si renderà necessaria. Diversa la comunicazione data dal comprensivo Mazzoni alle famiglie. «Si avvertono tutti gli utenti della scuola primaria De Andrè - si legge sul sito dell’istituto - che il giorno martedì 13 febbraio il Comune non erogherà i servizi di refezione scolastica. Pertanto si invitano le famiglie a provvedere, facendo portare ai bambini il pasto da casa».
Ma martedì “grasso” non è certamente una data segnata in rosso sul calendario. «Se tutte le scuole facessero uscita anticipata – proseguono i genitori – sarebbe giustificata la sospensione del servizio ma non è così. Diversi plessi fanno orario regolare. Il problema non è il panino da far portare ai nostri figli ma l’incomprensibile motivo di questa scelta».
Orario regolare anche alla scuola dell’infanzia comunale ma niente servizio mensa. Una vera e propria situazione a macchia di leopardo, tra istituti che per gli alunni della materna e della primaria decidono l’uscita anticipata per martedì “grasso” e altri che invece rispettano l’orario normale (fino alle 16.30): d’altro canto, in autonomia i consigli d’istituto decidono le proprie regole all’inizio dell’anno.
E il Comune, di fronte a questa varietà di scelte, decide tutti gli anni di non dare il servizio nel giorno di martedì “grasso”. Ma è anche una questione di possibili sprechi. «Il rischio è di buttare via migliaia di pasti, come già successo in passato, visto che ogni scuola si comporta diversamente in quella data - replica la dirigente della pubblica istruzione Donatella Palmieri - Del resto, la filiera della mensa che mette in produzione e distribuzione 10mila pasti al giorni non è limitata a una singola scuola».
Un copione analogo si ripete quando è sciopero: per il Comune è impossibile sapere preventivamente il numero delle adesioni e, in un’ottica anti-spreco, viene stabilito di non erogare la mensa nel caso in cui lo sciopero sia indetto dalle sigle sindacali più rappresentative.
«Sugli sprechi alimentari - fa notare Donatella Palmieri - esiste una normativa ben precisa».
Nel frattempo, nuova capitolo nella battaglia per l’aggiudicazione del maxi appalto per la mensa scolastica: dopo l’ultima udienza del 31 gennaio scorso, il Tar della Toscana si pronuncerà entro la fine del mese sull’affidamento del servizio. Il braccio di ferro vede coinvolti da una parte il Comune e Camst, colosso della ristorazione collettiva aggiudicatario della gara e, dall’altra, la ditta Ristorart seconda classificata.
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