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Piazza dell'Immaginario, lo sfogo di Barberis: "I privati non pensano alla collettività"
L'assessore commenta la scelta di Pam di riprendersi lo spazio per farci un parcheggio. "Ma la riqualificazione del Macrolotto zero va avanti"
PRATO. «Dispiace constatare, pur chiaramente riconoscendone la legittimità, che ancora una volta i privati non pensino all’interesse più generale della collettività, soprattutto in un quartiere come il Macrolotto zero». Valerio Barberis, assessore all’Urbanistica, ha affidato al suo profilo Facebook l’amarezza per la decisione della Pam di via Pistoiese di riprendersi piazza 5 Marzo, meglio nota come piazza dell’Immaginario, uno degli spazi scelti dal Comune per riqualificare la zona del Macrolotto zero.
«In questo caso - ha scritto Barberis - sorprende anche di più perché fino a un anno fa i rapporti con la proprietà dell’area sono sempre stati collaborativi, e concretizzati anche con adesioni formali da parte della stessa proprietà a progetti promossi dalle associazioni che operano nel quartiere».
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Barberis ricorda che «piazza 5 marzo è un luogo simbolo della volontà di rinascita del Macrolotto zero. Il nome, come noto, deriva dalla grave tempesta di vento che si è abbattuta sulla città il 5 marzo 2015 che produsse ingenti danni e l’abbattimento di migliaia di alberi: le sedute sono tronchi di alberi caduti in quell’evento recuperati e levigati. Il valore aggiunto di quello spazio è che nasce nell’ambito di un’iniziativa esclusivamente privata promossa da un’associazione culturale su un parcheggio privato inutilizzato: la proprietà aderisce a quel progetto riconoscendo il valore culturale e sociale legato alla creazione di un piccolo, prezioso, nuovo spazio pubblico al macrolotto zero. Da oltre un anno - aggiunge Barberis - l’amministrazione sta cercando di sottoscrivere una convenzione con la proprietà, riconoscendo l’utilità pubblica della piazza attorno alla quale, tra l’altro, si sviluppa una parte del progetto di rigenerazione urbana Piu: è importante ricordare, comunque, che la mancanza di piazza dell’Immaginario non compromette il progetto complessivo del Piu perché sono previsti altri percorsi lenti per congiungere le varie parti del progetto complessivo».
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