Il Tirreno

Prato

In carcere tre falsi finanzieri

Un tesserino usato da un falso finanziere
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Un tesserino usato da un falso finanziere

Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Prato sono partite da una denuncia, nel 2016, di un imprenditore pratese che aveva visto presentarsi in casa i tre qualificatisi come finanzieri esibendo false tessere di riconoscimento

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PRATO. Nella giornata dell’8 febbraio i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Prato, in sinergia con i colleghi della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, nei confronti di tre uomini di nazionalità italiana, per i reati di rapina ed usurpazione di titolo. Si tratta di Gianfranco Cassano, 64 anni, Loris Lunardi, 51 anni e Alberto Poto, 57 anni. Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Prato, dottor. Sottosanti, sono state attivate da una denuncia, nell’anno 2016, di un imprenditore pratese che aveva visto presentarsi in casa i tre soggetti, uno dei quali spacciandosi ufficiale del Corpo con il grado di capitano, qualificatisi come finanzieri esibendo false tessere di riconoscimento.
Con lo stratagemma di una falsa accusa di gravi reati connessi al riciclaggio di denaro, lo hanno illecitamente costretto a subire la perquisizione dei locali della propria abitazione inibendogli libertà di movimento e di comunicazione. La ben organizzata dinamica del falso dispositivo operativo (uso di falsi tesserini - peraltro ben fatti-, falsi verbali con intestazioni della Guardia di Finanza e altri elementi curati nel dettaglio) ha consentito ai tre di carpire la fiducia dei presenti e, di conseguenza, di asportare indisturbati dall’appartamento tutto il denaro contante.
L’estraneità a fatti di presunto riciclaggio dell’imprenditore e alcune strane dinamiche nell’avvenuto, tornate alla mente dopo l’accaduto, hanno spinto l’uomo a denunciare i fatti alla Guardia di Finanza consentendo l’avvio e lo sviluppo delle indagini. L’attività investigativa delle fiamme gialle di Prato, nel prosieguo ha consentito di identificare i malviventi e si è potuto ricollegare i tre malviventi al gruppo criminale che la Questura di Pisa, nell’ambito di un contesto analogo, erano stati già indagati per aver eseguito altre rapine fingendosi “falsi finanzieri” e detenuti in carcere e/o agli arresti domiciliari in altra località.Dunque, grazie anche al prezioso raccordo investigativo tra l’autorità giudiziaria e gli investigatori alla sede di Prato e Pisa, sono emersi importanti riscontri positivi in merito alle responsabilità da attribuire ai soggetti coinvolti tanto che il Gip del Tribunale pratese ha concesso i provvedimenti restrittivi.
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato, nel confermare il proprio supporto alla sicurezza dei cittadini, invita a contattare immediatamente il numero di pubblica utilità “117” – attivo 24 ore su 24 – ogni qualvolta ci sia anche solo il minimo sospetto o dubbio sull’effettiva appartenenza di asseriti militari o, comunque, per qualsiasi richiesta di delucidazione o informazioni al riguardo.

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