Il dolore
Ecco il “Popolo della famiglia”
Contro unioni civili, divorzio breve e teoria gender. In lizza a Prato Claudio Vitulli
PRATO. Si presenta anche a Prato “Il popolo della famiglia”, il movimento di Mario Adinolfi, che corre per le elezioni del 4 marzo. E non a caso durante l’incontro con i giornalisti il temine più ripetuto e sottolineato è stato proprio famiglia. Nel ridotto del Metastasio Mirko De Carli, dirigente nazionale del Popolo della famiglia, ha presentato il candidato al collegio uninominale di Prato per la Camera che è Claudio Vitulli. Doveva esserci anche la candidata del collegio di Pistoia Anna Del Guerra, assente per un impedimento, mentre il candidato all’uninominale al Senato è Matteo Cappelletti. Vitulli ha quasi 60 anni, laureato in farmacia, è nato a Prato ma vive a Pistoia. «I miei genitori erano abruzzesi – si presenta il candidato in corsa alla Camera – Adesso vivo a Pistoia dove fino a qualche anno fa avevo una farmacia in centro che poi ho venduto. Sono sposato ed ho un figlio di 22 anni». Per Vitulli questa è la prima esperienza politica a parte una parentesi ai tempi dell’Università, come candidato consigliere in Regione. Correva per la Dc. Durante la sua presentazione ricorda il suo impegno in parrocchia e il suo essere catechista. È De Carli che parla del movimento nato pochi anni fa e di come i candidati arrivino dalla società civile portandosi dietro le loro esperienze di vita. «Fare – dice De Carli – l’opposto di quanto fatto dai sedicenti cattolici in Parlamento». Unioni civili, divorzio breve, testamento biologico sono per De Carli argomenti per i quali il Popolo della famiglia è contrario così come la teoria gender definita da De Carli «schifezza». La ricetta che viene data è quella che mette al centro la famiglia. «Tornare a fare figli – sottolinea – proponendo un reddito di maternità di mille euro a quelle madri che per i primi anni del bambino scelgono di restare a casa a fare le mamme». Via la legge Lorenzin sui vaccini. «Un movimento che non è né di destra né di sinistra», dice De Carli.
Azelio Biagioni
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