Sicurezza
Chiude il Consorzio Calice, in difficoltà le aziende edili
Prato, Stefano Crestini di Confartigianato: "Questo significa che per le imprese edili del territorio non esiste su Prato nessuna possibilità di poter scaricare gli scarti da demolizione e costruzione”
PRATO. Dopo il tessile anche l’edilizia in crisi col problema rifiuti. “Nella mattina di oggi giovedì 8 febbraio, ci è arrivata una circolare dal Consorzio Calice in cui si informava che lo stabilimento rimarrà chiuso da adesso fino a data da destinarsi – spiega Stefano Crestini, presidente degli Edili di Confartigianato Imprese Prato – Questo significa che per le imprese edili del territorio non esiste su Prato nessuna possibilità di poter scaricare gli scarti da demolizione e costruzione”. In associazione stanno già arrivando numerose le telefonare di artigiani che chiedono lumi su come ovviare a questa situazione.
“Ancora una volta siamo costretti a segnalare che siamo davanti a un problema strutturale, che noi denunciamo da anni, ma che non è ancora stato risolto alla fonte – dice Crestini – Una situazione in cui è sufficiente che una ditta di recupero inerti, per qualsiasi motivo, sospenda l’attività, per mettere l’intero settore in ginocchio”.
Quali le possibili soluzioni per l’immediato? “Non ci resta – spiega Crestini – che andare a rivolgerci a strutture fuori provincia, con la certezza di vedere lievitare i costi di smaltimento e inoltre col rischio di vedersi rifiutare il servizio e dover riportare indietro i nostri inerti. Senza contare i problemi di trasporto e creazione di traffico. Oppure raccomandarci a imprese che fanno il recupero in conto proprio”.
Una situazione precaria che si ripete ormai da anni. “A oggi non è ancora indicato un terreno con questo tipo di destinazione e nonostante le nostre continue segnalazioni, siamo oggi di nuovo davanti a questo problema che si ripresenta in modo improvviso ed urgente”.
Questa la risposta a Confartigianato dell'amministrazione comunale. "La difficoltà delle imprese edili pratesi per la mancanza di un’area inerti è ben nota all’amministrazione. Per questo, dopo anni in cui la politica non si è assunta la responsabilità di una decisione nel merito, si è lavorato per risolvere il problema in modo strutturale, ovvero lavorando per individuare in modo definitivo un’area nel territorio comunale da destinare al trattamento inerti. Per questo sin dal 2014 il Comune si è attivato con tutti gli enti, in particolare Regione e Provincia, per individuare l’area più adatta da un punto di vista ambientale e urbanistico. E’ di gennaio 2015 l’intesa preliminare all’accordo di pianificazione tra Comune, Provincia, Regione e Sovrintendenza con l’individuazione di due aree adeguate al trattamento inerti, tenendo conto della lontananza dagli insediamenti abitativi, della tutela del paesaggio e dei vincoli idrogeologici, ambientali e paesaggistici. Dopo i doverosi approfondimenti tecnici, in particolare sull’impatto ambientale, è stata valutata come l’area più adatta quella al confine con l’autostrada A11 e il casello Prato ovest. Quest’area è stata al centro della conferenza di copianificazione e il 21 gennaio 2016 il Consiglio comunale ha approvato la Variante al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico per l'individuazione dell'area da destinare ad impianti di trattamento inerti non pericolosi. Analogamente anche Regione e Provincia hanno modificato i loro strumenti di pianificazione territoriale (Pit regionale e Ptc provinciale) per accogliere la destinazione dell’area a trattamento inerti. L'area è ora oggetto di un Piano di insediamento produttivo di iniziativa pubblica in fase di approvazione.
L’amministrazione ritiene che il presidente degli Edili di Confartigianato Imprese Stefano Crestini abbia ragione nel lamentare le difficoltà delle aziende edili, ma sbaglia nel dichiarare che non è stato risolto il problema alla fonte. Dopo anni di promesse e nessuna azione concreta questa amministrazione per la prima volta ha individuato un’area per il trattamento inerti. L'Amministrazione comprende le lamentele del Presidente Crestini: se questa operazione fosse stata fatta da chi amministrava negli anni precedenti con programmazione e lungimiranza, oggi sicuramente per gli edili ci sarebbe stata una risposta nell’immediato, ma adesso una soluzione strutturale c'è".
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