Sicurezza
La Mezzaluna spostata in via Berlinguer
PRATO. La mezzaluna di Mauro Staccioli sarà collocata sulla grande rotonda di via Berlinguer, subito dopo la Questura. In un primo tempo era stato deciso di sistemarla sulla Declassata sopra la...
PRATO. La mezzaluna di Mauro Staccioli sarà collocata sulla grande rotonda di via Berlinguer, subito dopo la Questura. In un primo tempo era stato deciso di sistemarla sulla Declassata sopra la rotonda del sottopasso davanti alla Questura, dove c’è ancora la staccionata, ma poi è arrivato il progetto della passerella ciclopedonale, disegnata da Maurice Nio , giudicata troppo vicina. A decidere dove “Prato ‘88”, donata da Elda Pecci, possa trovare finalmente una degna collocazione, dopo anni di scheletrico abbandono lungo la Declassata, è la commissione tecnica formata dall’ingegner Gianfranco Miceli, dall’architetto Luca Piantini, dirigente del comune, e dal conservatore del Centro Pecci, Stefano Pezzato. Un compito non semplice per i tre professionisti, perché l’elenco delle opere da sistemare o da ricollocare all’esterno del museo in luoghi più adeguati non si ferma a Staccioli, ma prosegue con Cucchi, Sol LeWitt, Hien, Bassiri, Kruger, così come lo stupendo Plessi, mentre Melotti è a scadenza di comodato. Ma andiamo con ordine cominciando dalla ”Conca”. ovvero la fontana di Enzo Cucchi, per ora sistemata sulla collinetta lungo la declassata, ma da spostare sempre per la passerella di Nio, magari nella zona al coperto accanto al ristorante del museo. La “irregular tower” di LeWitt, donata dall’artista e realizzata con il contributo della famiglia Pecci, ora fra la Declassata e il nuovo parcheggio, va spostata in luogo più adeguato, magari davanti al Tribunale, mentre la “Fountain of youth” di Albert Hien, donata da Elda Pecci, resterà nell’area a verde accanto all’anfiteatro. E poi ci sono le opere ora collocate alla Biblioteca Lazzerini, la prima, lo “striscione”-capolavoro di Barbara Kruger è troppo “sacrificata”, merita spazi di visibilità più ampi, magari lungo le antiche mura della città, mentre “La bestia” di Bizhan Bassiri va posta più in alto. E per finire ecco uno dei capolavori “dimenticati” nel deposito del museo, “Tempo liquido” di Fabrizio Plessi, donato da Prato Trade, una grande installazione, con un mulino a ruota con una serie di video, purtroppo da restaurare.
Riccardo Tempestini
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