Il Tirreno

Prato

I produttori pratesi: «Bene gli incentivi di Industria 4.0»

di Fabrizia Prota
I produttori pratesi: «Bene gli incentivi di Industria 4.0»

Luchetti (Proxima Bigagli): «Una crescita continua da circa quattro anni». Biancalani: «Innovazione l’arma vincente» 

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PRATO. Quello meccanotessile è un settore in crescita, sia a livello nazionale (+8 percento nel 2017) che in città (+4,8 percento nello stesso anno). A confermare i dati, dando loro un volto, sono gli imprenditori delle aziende pratesi del comparto (69 se si contano anche le officine di assistenza e riparazione, circa 25 considerando solo i produttori di macchine). «Stiamo vivendo una crescita continua da circa 4 anni – spiega Massimo Luchetti, titolare di Proxima Bigagli, azienda che produce filatoi dal 1896 e che conta quasi una ventina di lavoratori –, perciò non possiamo che essere contenti dell’andamento del lavoro. Lo scorso anno abbiamo venduto molte macchine anche a Prato, dopo un lungo periodo di stop della domanda interna, e per il resto c’è molto mercato in Asia (stiamo vendendo molto in Mongolia)». A risentire in positivo dell’incremento delle vendite sul mercato italiano è stata anche la Biancalani, specializzata nella produzione di macchine per il finissaggio dei tessuti, fondata nel 1957 da Fiorenzo Biancalani e gestita adesso dai figli Rossano, Rossana e Massimo: «Grazie agli incentivi governativi di Industria 4.0, che spingono le aziende a dotarsi di macchinari moderni, abbiamo venduto anche in Lombardia, Piemonte e Toscana – racconta Rossano Biancalani –. Per noi è stata una novità, e potrebbe essere un inizio. In generale, l’industria tessile nella sua storia ha fatto il giro dell’Europa ma a Prato grazie alla sua vicinanza è fiorita un’industria meccanotessile che si è stabilizzata puntando sull’innovazione». A sottolineare il ruolo dell’innovazione nel primato italiano del settore è anche Luca Querci, titolare a Montemurlo, insieme alla madre Gioietta Guasti, della Cormatex, che dal 1938 produce macchinari per filati cardati e tessuti non tessuti: «Abbiamo creato una sala di prova per studiare nuovi prodotti insieme ai nostri clienti – spiega –. È nella ricerca e nell’offrire un prodotto “customizzato”, studiato sul singolo cliente e sviluppato per progetti speciali, che ci differenziamo dagli altri produttori, le grandi multinazionali tedesche e francesi da una parte e i costruttori dei paesi emergenti dall’altra (come Cina e Taiwan). Il primi, trattandosi di grandi strutture su larga scala, non possono infatti seguire progetti a breve termine, mentre le seconde non hanno nella loro mentalità la spinta all’innovazione».

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