La manifestazione
Exploit meccanotessile nel mercato italiano
Il settore attraversa un periodo di salute e ad andare a gonfie vele non sono solo le esportazioni
PRATO. Un settore in crescita, con buone prospettive di sviluppo future e che, per il momento, non risente della concorrenza dei paesi in via di sviluppo. È quello dei costruttori di macchine tessili “Made in Italy”, che nel 2017 ha registrato un incremento di produzione nazionale dell’8 per cento rispetto al 2016 (con un fatturato che sfiora i tre miliardi di euro). È un comparto che in Italia conta circa 300 piccole e medie imprese, che danno lavoro in tutto a 12mila addetti e che fanno dell’Italia il terzo produttore al mondo di macchine tessili, dietro a Giappone e Germania. È quanto fa sapere il Consiglio Generale di Acimit, l’associazione di categoria del settore, che ieri ha scelto Prato per la sua riunione, che si è svolta nella sede di Confindustria Toscana Nord. «Siamo orgogliosi di essere a Prato, perché è uno dei centri nevralgici del tessile e del meccanotessile in Italia – commenta il presidente nazionale di Acimit Alessandro Zucchi. Si trovano nella provincia di Prato 69 aziende meccanotessili (comprese le officine di assistenza e riparazione), che nel 2016 hanno raggiunto un fatturato di 150 milioni di euro –. Per quanto riguarda il settore, ancora una volta quest’anno sono emersi dati positivi, segno che il mercato sta riprendendo e che ci rende fiduciosi in un’ulteriore crescita futura». Il meccanotessile pratese nel 2017 ha mantenuto il trend positivo degli ultimi anni, con un +4,8 percento rispetto al 2016, anno in cui la produzione era già cresciuta del 5,8 percento. Circa il 70 percento della macchine prodotte viene esportato all’estero, in paesi come la Cina, l’India, la Turchia, il Portogallo e gli Stati Uniti. Ma la vera sorpresa del 2017 è stata, per tutto il comparto italiano, la crescita della domanda interna, che ha registrato un +19 per cento. «L’aumento delle commesse italiane è stato favorito dalle agevolazioni fiscali governative del Piano Industria 4.0 – spiega il vicepresidente di Acimit, il pratese Andrea Piattelli, titolare della Unitech –. Il settore nel complesso offre inoltre buone opportunità anche in termini del mercato del lavoro, a cui i giovani possono puntare». (f.p.)
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