Benigni: «No allo ius soli, sì all’uscita dall’euro»
PRATO. É Sara Benigni la candidata pratese alla Camera dei Deputati per le prossime elezioni politiche scelta da Casapound Italia. Nata a Prato, 34 anni di cui 10 di militanza nel partito alle spalle,...
PRATO. É Sara Benigni la candidata pratese alla Camera dei Deputati per le prossime elezioni politiche scelta da Casapound Italia. Nata a Prato, 34 anni di cui 10 di militanza nel partito alle spalle, correrà per la formazione di Simone Di Stefano sia per il collegio uninominale pratese che per quello plurinominale Toscana 1, che raggruppa Prato, Pistoia, Lucca e Massa Carrara per l’assegnazione di 7 seggi, dove è terza in lista dietro alla ostiense Carlotta Chiaraluce e al consigliere comunale lucchese Fabio Barsanti e davanti a Lorenzo Berti, candidato sindaco a Pistoia alle scorse amministrative. «Non faccio politica di professione - spiega Sara Benigni, che di lavoro fa la commessa ed è mamma di una bambina -, ma ho deciso di mettermi in gioco in prima persona perché ritengo che le forze politiche in campo negli ultimi anni abbiano fallito, consegnandoci un Paese senza prospettive per il futuro. Anche perché hanno messo solo i non italiani al centro del discorso politico». I punti nel programma di Benigni sono: l’uscita dall’euro e dall’Unione Europea, la guerra al sistema della banche, che, secondo il partito, devono essere al servizio della nazione e non viceversa, l’intervento dello Stato a tutela dell’economia, le misure per le famiglie a favore di lavoro stabile, mutuo sociale e reddito nazionale di natalità. In materia di immigrazione, Casapound ne auspica uno stop - tramite accordi con i paesi di provenienza dei migranti (senza escludere, se necessario, un intervento militare sulle coste libiche), ribadisce il “sì” ai rimpatri e il “no” allo ius soli. «Insieme a nostri candidati, non promettiamo ai nostri elettori di andare al governo ma una dura battaglia in Parlamento per affermare i nostri principi» spiega il portavoce provinciale di Casapound Prato Francesco Corrieri, che fa sapere che non firmerà nessun patto per il distretto tessile e non esclude che il partito si presenti alle prossime amministrative. Intanto le 375 firme per poter presentare la propria lista al collegio plurinominale Toscana 1 (non essendo forza parlamentare) Casapound giura di averle raccolte in un giorno solo a Prato, e sarebbero 3mila quelle raccolte in ciascuna delle 4 circoscrizioni toscane.
Fabrizia Prota
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