Sicurezza
Ammesse le parti civili e arrivano altri sequestri
PRATO. Gli avvocati Francesca Meucci (aspetti di natura penale) e Francesco Querci (aspetti di natura civile) hanno deciso di seguire assieme la costituzione di parte civile di azionisti truffati...
PRATO. Gli avvocati Francesca Meucci (aspetti di natura penale) e Francesco Querci (aspetti di natura civile) hanno deciso di seguire assieme la costituzione di parte civile di azionisti truffati dalla Banca popolare di Vicenza, ottenendo sabato, l’ammissione come parte civile dei loro clienti, al procedimento penale per i capi d’imputazione inerenti l'azione speculativa degli imputati per avere fatto circolare notizie o informazioni false sulla situazione della banca, di avere ostacolato il controllo sulla banca ed avere prospettato alla clientela un prodotto (l’azione) con caratteristiche del tutto false rispetto la realtà.
I due legali hanno altresì richiesto che venissero chiamati in causa come obbligati civili Banca Intesa spa, Banca d’Italia, Consob, la società di revisione della banca, PWC Price e Kpmg (di recente multata dall’AntiTrust), nonché la stessa BpVi in Lca, ovvero di tutti questi soggetti coinvolti nel crack dell’istituto bancario.
All’esito del provvedimento del Tribunale, previsto per giovedì prossimo, sarà possibile valutare la richiesta di ulteriore istanze di sequestro (oltre quelle già disposte dalla Procura) oltre a quelle già richieste nei confronti di alcuni imputati. Il procedimetno è contro Giovanni Zonin, Giuseppe Zigliotto, Samuele Sorato, Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, Paolo Marin e Massimiliano Pellegrini.
Gli avvocati Francesca Meucci e Francesco Querci seguono numerosi clienti di Prato interessati alla costituzione nel processo penale (attualmente sono 70), fra privati (fra cui studenti, insegnanti e pensionati) ed imprese, quasi sempre costretti all’acquisto delle azioni per ottenere un mutuo o un finanziamento fra il 2012 ed il 2015. Sarà possibile ancora costituirsi sino al dibattimento.
Nel frattempo ieri i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Vicenza, su incarico della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione, nei confronti della Banca Popolare di Vicenza in liquidazione coatta amministrativa, ad un sequestro preventivo ai fini della confisca in via diretta per l'importo di 106 milioni di euro, nell'ambito dell'indagine penale concernente le responsabilità individuate nella gestione dell'istituto bancario che versa attualmente nella fase dell'udienza preliminare.
Si tratta dell'originario provvedimento di sequestro disposto dal Gip del tribunale di Vicenza, riguardante il profitto del reato contestato di ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob che è stato posto in essere in occasione dell'operazione di aumento di capitale compiuta dalla banca popolare nel 2014.
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