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Ai Giovani Pd non piace Della Vedova

Ai Giovani Pd non piace Della Vedova

«Il sogno necessario di una nuova sinistra è più grande di un nome che non convince». E ancora: «Chiederemo di votare Pd come progetto politico, al di là del candidato al collegio». Al netto delle...

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«Il sogno necessario di una nuova sinistra è più grande di un nome che non convince». E ancora: «Chiederemo di votare Pd come progetto politico, al di là del candidato al collegio». Al netto delle acrobazie verbali, una cosa è chiara: ai Giovani democratici il candidato del centrosinistra, Benedetto Della Vedova (nella foto), non piace. E cercano di mettere una pezza alle scelte fatte dai vertici del partito. In una nota diffusa ieri esprimono «rammarico per quel percorso che ha condotto al logoramento del confronto con i partiti di centrosinistra e a conseguenti scelte obbligate che hanno messo a freno quella vocazione».

«Della Vedova - scrivono - rappresenta una storia diversa: una storia di battaglie per i diritti civili che noi abbiamo sostenuto, come la legge di cittadinanza, "Ero Straniero", la legalizzazione della cannabis o il testamento biologico. Ma anche una storia che non ci vede concordi sui diritti sociali: per noi la lotta alle disuguaglianze è prioritaria e la risposta è una maggiore presenza dello Stato nei rapporti sociali ed economici».

«Se è vero che la politica deve riappropriarsi del ruolo di rappresentanza, allora la nostra città, laboratorio europeo per l’integrazione e il lavoro, merita una voce forte a livello nazionale, che rispecchi le proprie peculiarità e le esigenze dei cittadini. Queste condizioni sono espresse dalle candidature di Antonello Giacomelli (proporzionale alla Camera) e Caterina Bini (uninominale al Senato)». Ma evidentemente non da Della Vedova, a cui si chiede di sottoscrivere il documento presentato dai Gd e votato dalla Direzione provinciale del Pd.

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