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Prato

Martini, Nesi, Mazzoni: i pratesi che dicono addio al Parlamento

C’è chi si prepara a una difficile campagna elettorale e chi fa i conti con le occasioni perdute.Sono almeno tre i politici pratesi che potevano ambire a una riconferma in Parlamento e hanno dovuto...

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C’è chi si prepara a una difficile campagna elettorale e chi fa i conti con le occasioni perdute.

Sono almeno tre i politici pratesi che potevano ambire a una riconferma in Parlamento e hanno dovuto alzare bandiera per motivi diversi. Il primo è certamente Claudio Martini, ex sindaco, due volte presidente della Regione, senatore uscente per il Partito democratico. In altri tempi avrebbe potuto ambire a una riconferma quasi automatica della candidatura, ma lui, orlandiano, ha evidentemente fatto le spese di quella notte da tregenda al Nazareno al termine della quale la minoranza interna al Pd è stata ridotta ai minimi termini. In realtà il suo nome non è quasi mai circolato nel borsino delle candidature. Il secondo deluso è il deputato Edoardo Nesi, il Premio Strega eletto nel 2013 con Scelta civica e poi passato al gruppo misto. A differenza di Martini, il suo nome è stato fatto circolare fino all’ultimo, ma probabilmente era un bluff e ora avrà tutto il tempo per dedicarsi alla letteratura.

Il terzo della lista è Riccardo Mazzoni, deputato dal 2008 col Popolo della Libertà, senatore dal 2013 nello stesso schieramento. A metà gennaio è circolata l’ipotesi quasi fantascientifica che potesse correre per il centrosinistra a Prato. Fantascienza, appunto.

All’elenco va aggiunto un quarto, il segretario della Federazione Pd Gabriele Bosi, che era la risposta naturale alla candidatura pratese del centrodestra, ma ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco e ora dovrà (e promette di fare) campagna elettorale a chi gli è stato preferito per ragioni di realpolitik.

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