Il Tirreno

Prato

La Procura stima 68.000 stranieri in provincia di Prato

Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi
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Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi

La cifra è contenuta nella relazione del procuratore Giuseppe Nicolosi in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario

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PRATO. Sessantottomila stranieri, tra titolari di permessi di soggiorno e clandestini. Sono numeri impressionanti quelli snocciolati dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi nella sua relazione in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. Alla cifra di 68.000 stranieri si arriva sommando i 43.000 permessi di soggiorno attivi in provincia di Prato con i 25.000 irregolari che sono stimati dalla Procura. Dei 43.000 regolari, 27.823 sono cinesi (nella statistica dei residenti del Comune di Prato si superano di poco i 20.000), 19.151 asiatici non cinesi e il resto prevalentemente albanesi, romeni e nordafricani. La stima dei clandestini è di circa 15.000 cinesi e 10.000 di altre nazionalità.

Se questi sono i numeri, non stupisce che nell’anno preso in considerazione, cioè il secondo semestre 2016 e il primo semestre 2017, su 8.672 persone indagate ben 4.731 siano di nazionalità straniera. Ben oltre la metà. Una percentuale che diventa ancora più alta se si considera solo quelli che sono stati destinatari di misure cautelari di custodia.

Ovviamente il procuratore Nicolosi non ha parlato solo di stranieri nella sua relazione. Ha di nuovo sottolineato «la situazione allarmante in cui versa la giustizia penale nel circondario di Prato», come aveva già fatto il procuratore generale. Ma ha anche rivendicato un metodo grazie al quale si è registrato «un notevolissimo abbattimento del numero di procedimenti pendenti, che nel 2015 erano circa 14.000 e che attualmente ammontano a 8.411».

I reati in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro rappresentano ancora un’emergenza. In un anno sono stati iscritti 1.364 procedimenti penali e in 1.125 di questi (l’83% del totale) l’indagato è un imprenditore cinese. Nonostante gli ispettori del progetto Lavoro sicuro, insomma, c’è ancora molto da fare. Quanto agli altri reati, si sono registrati complessivamente 8.210 furti, di cui 1.791 in abitazione e 1.179 sulle auto. Le estorsioni sono state 68 rispetto alle 57 dell’anno precedente, i danneggiamenti 2.490 e le truffe 563. Ci sono anche 32 casi di usura (rispetto ai 29 dell’anno precedente).

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