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Il M5S non cala l’asso Forza Italia punta sulla pratesità di Silli

Il M5S non cala l’asso Forza Italia punta sulla pratesità di Silli

I grillini scelgono una giovane ricercatrice per la Camera Mazzetti: «Della Vedova, tanti partiti solo per la poltrona»

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PRATO. Con la conferma di Giorgio Silli per il centrodestra nel collegio uninominale alla Camera e lo l’apparizione dei due nomi mancanti del Movimento 5 Stelle, si completa il quadro delle candidature locali alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. I grillini puntano per l’uninominale alla Camera su una giovane ricercatrice sconosciuta a Prato, Chiara Yana Ehm, ventottenne italo-tedesca originaria di Reggello e fresca di un master all’Università scozzese di Saint Andrews, mentre nell’uninominale al Senato hanno scelto l’ex procuratore capo di Firenze Ubaldo Nannucci, già presidente provinciale dell’Anpi, l’associazione dei partigiani da cui si è dimesso l’anno scorso dopo alcune affermazioni sull’Islam. “Quante stragi occorreranno – aveva scritto su Facebook – perché l’occidente riconosca che l’ideologia islamica è incompatibile con la civiltà dei diritti e delle libertà individuali, garantite dalle nostre costituzioni?”. Al Senato si prospetta dunque un “derby” con la presidente dell’Anpi di Prato, Angela Riviello, candidata di Liberi e Uguali, che nell’uninominale alla Camera ha fatto posto all’agronomo Luca Mori, già consigliere provinciale con l’Italia dei valori. I più attenti osservatori hanno subito fatto notare che i due candidati grillini sembrano avere idee molto distanti sulla politica estera: Chiara Ehm, esperta di Medio Oriente, sembra sostenere con forza le ragioni dei palestinesi e la rivendicazione di Gerusalemme come capitale della Palestina, mentre Nannucci, come detto, ha lasciato la presidenza dell’Anpi Firenze proprio per quelle parole sull’inconciliabilità tra Islam e democrazia. Note di colore, perché poi nella campagna elettorale per vincere a Prato bisognerà parlare d’altro. L’impressione è che qui il M5S non abbia calato l’asso, puntando tutto sui collegi della costa dove ha concrete speranze di portare a casa il risultato, da Livorno a Carrara.

Si presenta anche la lista di destra CasaPound, che all’uninominale della Camera schiera Sara Benigni, 34 anni, commessa pratese e militante della prima ora, mentre al Senato punta su Antonietta De Ieso, residente in provincia di Pistoia. Detto di Filippo Boretti, che voleva candidarsi col Partito liberale ma non ha raccolto sufficienti firme, e di Alessandro Bonacchi che corre per Potere al Popolo, il favorito sulla carta resta il candidato del centrosinistra, il sottosegretario Benedetto Della Vedova di +Europa, la lista di Emma Bonino, che però corre senza rete non essendo “protetto” in un listino e contro cui partono le prime bordate dal coordinatore provinciale di Forza Italia Erica Mazzetti. «Un lombardo che è passato da numerosi partiti solo e soltanto per mantenere la poltrona e non certo per il popolo che rappresenta». Così lo definisce la Mazzetti, storpiandone il nome da Benedetto a Bernardo e anticipando quello che sarà un tema portante della campagna elettorale, almeno nel centrodestra: la pratesità.

Giorgio Silli, responsabile nazionale dell’immigrazione per Forza Italia, consigliere comunale ed ex assessore, che avrebbe in tasca sondaggi incoraggianti, arriva a dire che «da pratese» avrebbe preferito sfidare il segretario del Pd Gabriele Bosi. Ovviamente lo può dire ora che i giochi sono fatti. Fino all’ultimo ha incrociato le dita, non solo perché arrivasse un “papa straniero” («Se viene la Lorenzin accendo un cero» ha detto qualche giorno fa), ma anche per la conferma della propria candidatura, visto che domenica sera c’era un problema di riequilibrio delle quote rosa e il centrodestra doveva trovare posto a Deborah Bergamini. Si è fatto da parte Jacopo Ferri a Massa e tutto è andato a posto. Ora che le casse dei partiti sono meno piene di prima, è stato scritto che ai candidati di Forza Italia verrebbe chiesto un contributo di 30.000 euro per la campagna elettorale. «A me nessuno ha chiesto niente - svicola Silli - Come tutti ho un mandatario elettorale che raccoglie fondi su un conto dove io non posso mettere le mani. Ci sono tanti che mi stanno dando una mano con poco».

Paolo Nencioni

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