Sicurezza
Giunti, si riapre la trattativa
In 34 rischiano il posto, ma i cinque magazzinieri di Prato potrebbero essere assunti da una coop
PRATO. Alla Giunti Editore si riapre la vertenza. Domani azienda e sindacati ci riprovano. Tornano ad incontrarsi alla sede di via Bolognese a Firenze per continuare la trattativa. In ballo c’è la procedura di licenziamento avviata da Giunti Editore per 34 persone. Tra cui: 5 magazzinieri del centro distribuzione libri di via Ghisleri a Iolo, 25 persone a Firenze, tre a Milano e una a Trieste. I sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl chiedono un passo indietro all’azienda. Niente licenziamenti obbligati. Meglio gli ammortizzatori sociali (ci sarebbe diritto a due anni di solidarietà) oppure uscite su base volontaria. Ma come si è arrivati a questo punto? La Giunti Editore ha avviato la procedura di licenziamento lo scorso 10 gennaio per via della crisi. In risposta i sindacati chiedono almeno l’uso degli ammortizzatori sociali. Ma l’azienda si oppone: «Rovinano il clima tra i lavoratori». Slc Cgil e Fistel Cgil tornano alla carica: licenziamento solo su base volontaria con incentivo in denaro. Ma anche qui l’azienda dice no all’esclusivo criterio di volontarietà. Così la trattativa è saltata. La procedura di licenziamento per 34 lavoratori rimane in piedi. Ora però si riaprono i giochi. Ieri, su mandato dell’assemblea dei lavoratori, i sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl hanno minacciato lo sciopero e l’azienda è tornata sui suoi passi. Si riapre la vertenza, ma con quali prospettive è tutto ancora da vedere. Eppure la soluzione per i 5 magazzinieri di Iolo sarebbe già dietro l’angolo. Prima che saltasse la trattativa, l’azienda aveva manifestato l’intenzione di cedere il centro distribuzione libri a una delle due cooperative che lavorano nel centro. E i 5 magazzinieri sarebbero passati alla cooperativa. Una buona soluzione per lavoratori e sindacati purché fossero rispettate alcune condizioni: la cooperativa deve avere serie prospettive di futuro, i lavoratori passano alla cooperativa senza un periodo di disoccupazione, contratto nazionale di settore e stessa paga. La Giunti Editore proponeva una procedura simile per 4 telefonisti del call center di Firenze. Le condizioni dei sindacati: entra in campo un call center locale con serie prospettive di futuro, i telefonisti passano direttamente al nuovo call center, contratto nazionale di settore e stessa paga. E per gli altri 21 lavoratori della sede fiorentina: uscita volontaria con incentivo. Il tutto da chiudere con un verbale d’intesa tra azienda e sindacati. Poi la trattativa è saltata, ma dopo la minacce di sciopero si torna a discutere. Domani si riapre la vertenza. Soddisfatti Marco Del Cimmuto e Giuseppe Luongo (Slc Cgil), insieme a Federico Fontanini (Fistel Cisl), ma se non si apriranno prospettive diverse sono pronti alla mobilitazione.
Samuele Bartolini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
