Il Tirreno

Prato

Toscana economia

Pitti Filati piace agli americani

di Maria Lardara

Prato, la 82ª edizione si è chiusa lasciando abbastanza soddisfatti gli espositori pratesi: «Clientela di qualità»

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PRATO. Chi doveva arrivare è arrivato. Perché, per dirla con Giampaolo Bruni di Ilaria Manifattura Lane, «a Pitti quella che conta non è la quantità ma la qualità della clientela». Si spengono i riflettori sull’edizione numero 82 di Pitti Filati ed è tempo di bilanci per le 29 aziende pratesi che hanno partecipato alla kermesse. Al top come sempre per creatività e fantasia, le collezioni dei filati nostrani hanno conquistato soprattutto americani, giapponesi e coreani, impegnati a fare campionature per la prossima stagione estiva 2019. «Ora bisognerà vedere gli ordinativi – sottolinea l'imprenditrice Raffaella Pinori di Pinori Filati, – ma quello che abbiamo registrato è un promettente interesse per le nostre produzioni, soprattutto per i filati di ricerca». Piccola ma significativa la crescita dei compratori esteri (+1%) con un bacino di 1.800 presenze su un totale di 4.350 compratori totali: in calo invece i numeri dei buyers di casa nostra.

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«E stato più un flusso “mordi e fuggi”: gli italiani hanno fatto capolino solo nella prima giornata di mercoledì – racconta Federico Gualtieri, presidente di Filpucci e del Consorzio Promozione Filati che comprende 25 aziende del settore - Ma i clienti che dovevano venire allo stand sono venuti tutti: molti americani, grazie anche all’ottimo lavoro di sponsorizzazione promosso da Pitti Immagine su una ventina di stilisti». Tra i mercati esteri di riferimento, performance in aumento per Francia (+5%), Stati Uniti (+18,5%), Svizzera (+10%), Russia (+8%), Olanda (+5%), e per i mercati asiatici come Cina, Hong Kong e Corea del Sud; numeri in diminuzione da Gran Bretagna, Germania e Turchia. Certo, l’affluenza non è stata così massiccia come quella che si registra all’edizione estiva di Pitti Filati, quando vanno in scena le collezioni invernali in cui i pratesi sono storicamente più specializzati. Sullo sfondo, le preoccupazioni legate al super dollaro e all’aumento dei costi delle materie prime.

«Gli ultimi anni sono stati difficili per i produttori di filati ma agli stand abbiamo respirato un clima positivo – riprende l'imprenditore Giampaolo Bruni - Tutti i brand che contano sono arrivati. Grande interesse per i filati bouclè, realizzati con mischie particolari e tutte le linee ecosostenibili». Per il fondatore di Ilaria Manifatture Lane il 2018 sarà un anno cruciale con nuovi investimenti per aumentare lo stock service di filati “evergreen”. «L’obiettivo sono consegne veloci dall’oggi al domani. Sulla velocità e prontezza del servizio si gioca la sfida del mercato». Al terzo e ultimo giorno di Pitti Filati s’è affacciato fra gli stand dei pratesi il presidente di Confidustria Toscana Nord Giulio Grossi. Una visita che gli espositori pratesi hanno molto apprezzato: in molti hanno approfittato della presenza di Grossi per ribadire l’importanza di alcuni temi attuali come i problemi dell’illegalità nel distretto (alla luce dell’ultima maxi inchiesta sulla mafia cinese) e la rappresentanza in seno a Confindustria.

 

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