Il Tirreno

Prato

Toscana economia

Aziende in ripresa con scelte coraggiose e qualche sacrificio

Maria Lardara
Leandro Gualtieri (Filati Filpucci)
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Leandro Gualtieri (Filati Filpucci)

Dietro le quinte di Pitti Filati: la New Mill ha chiesto il concordato in continuità e Lineapiù è tentata dall’iscrizione a Confindustria Firenze

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FIRENZE. Aziende in crisi, aziende tentate dall’iscrizione a Confindustria e altre che invece ne mettono in discussione certe scelte. Dietro le quinte di Pitti s’annodano i fili di tante storie del distretto, dove le imprese che producono filati sono 80 e impiegano 1300 persone.

LA NEW MILL RESISTE. «Potevamo chiudere e riaprire con una newco. Ma non l’abbiamo fatto». Stefano Milanesi è il direttore commerciale della New Mill spa di Montemurlo, l’azienda di famiglia che a fine ottobre ha chiesto al tribunale di Prato l’ammissione al concordato in continuità. Del resto, gli ultimi numeri sono incoraggianti così come il ritrovato clima di fiducia. «Nell’ultimo trimestre del 2017 abbiamo avuto un incremento del 20% nella vendita dei filati fantasia della linea Fashion Mill: il lurex ha tirato molto. Non era facile vendere con una società in continuità». Difficoltà nate in seguito all’operazione della fusione della Fashion Mill srl e della New Mill spa avviata un anno e mezzo fa e sfociata poi nella cessione dell’attività della srl, sempre di proprietà della famiglia. La storica filatura di Montemurlo riparte dunque da Pitti Filati: stand più ridimensionato rispetto al passato ma si nota un bel viavai di clienti a metà mattinata.

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LINEAPIÚ VERSO FIRENZE. Che Alessandro Bastagli, capitano coraggioso che cinque anni fa riportò in vita Lineapiù, abbia più simpatie per Firenze che per Prato non è un mistero. Del resto, la sua Lineapiù Italia sorge a Capalle, nel comune di Campi Bisenzio. Ma è indubbio che la storia dell’azienda appartenga più al distretto anche per il legame con Prato della famiglia Coppini che la guidava prima che scendesse al suo capezzale Bastagli, già produttore di marchi famosi come Dimensione Danza ed Everlast. «Per entrare in un’associazione di categoria bisogna dei motivi ben precisi. In questo periodo - fa sapere Bastagli - stiamo valutando l’ingresso in Confindustria Firenze: il presidente, Luigi Salvadori, è un mio carissimo amico». Perché non Confindustria Toscana Nord? «Quando avevamo chiesto di rientrare nell'ex Unione industriale pratese mi fu risposto che bisognava pagare dei debiti pregressi. Se questa era una risposta da dare…». Era il 2012: Bastagli aveva da poco rilevato la Lineapiù in piena crisi finanziaria. «In ogni caso – conclude – non ho mai incontrato un debitore in questi anni».

LE NUOVE REGOLE DI SMI. Ti associ a Confindustria, automaticamente sei iscritto alla federazione di Sistema Moda Italia, che rappresenta gli industriali del tessile e moda. Ma dal 2018 la qualifica di “socio collettivo” non è più prevista dallo statuto di Smi. «Questo significa aumentare i costi per le aziende – lamenta Leandro Gualtieri di Filpucci – che si ritroverebbero a pagare due quote associative». Se ne parla anche nelle stanze del Palazzo dell’Industria: tanti associati a Confindustria avrebbero già storto il naso.
 

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