Il Tirreno

Prato

Ricordare Auschwitz per amare la pace

di Fabrizia Prota

Il Giorno della Memoria vivrà tanti appuntamenti per non dimenticare lo sterminio e le persecuzioni fatte dai nazifascisti

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PRATO. Anche Prato celebra il Giorno della Memoria 2018, che ricorre sabato prossimo, 73esimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Le iniziative, «in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti» sono promosse dal comune di Prato e dal Museo della Deportazione e Resistenza insieme ai comuni di Carmignano, Montemurlo e Vaiano e alle sezioni pratesi di Aned e Anpi. Tanti gli eventi in programma, dagli incontri, agli spettacoli teatrali, alle iniziative dedicate alle scuole. «È un programma importante – spiega la presidente del consiglio comunale di Prato Ilaria Santi – ancora di più in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui si affacciano rigurgiti preoccupanti di nuovi fascismi. L'intento è quello di non abbassare la guardia e mantenere viva la memoria».

«Quella del 27 gennaio è la giornata più importante – aggiunge la presidente del Museo della Deportazione e Resistenza Aurora Castellani – ma è la punta di un iceberg di un lavoro costante, portato avanti da molte realtà per raccontare alle nuove generazioni quello che è stato, affinché la memoria non si perda». Si comincia la mattina di venerdì “fuori sede”, con il settimo meeting al Mandela Forum di Firenze promosso dalla Regione Toscana e dal Museo della Deportazione di Prato: 7mila studenti di tutta la Toscana (570 i pratesi) ascolteranno dalle voci dei protagonisti le storie della deportazione. «Dal razzismo di stato allo stato di diritto (1938-2018)» è il titolo dell'incontro, che mette a fuoco sulle leggi razziali, a 80 anni dalla loro promulgazione. Atteso anche un video appello ai giovani di Roberto Saviano. Sabato, alle 10.30, sarà invece il momento della deposizione della corona d'alloro in piazza delle Carceri in ricordo dei deportati pratesi nei campi nazisti (furono135). Dalle 10 alle 18, è in programma inoltre l'apertura straordinaria del Museo della Deportazione, con una visita guidata gratuita alle 16. Alle 17.30 si terrà invece “Luci sulla Memoria”, la camminata per le vie di Prato tra le “Pietre d'inciampo”, collocate nei luoghi d'arresto di chi non è tornato dai lager, promossa da Anpi e Sentieri Partigiani. «Vogliamo rendere onore a quei cittadini che in quel preciso momento persero la libertà e anche la vita» spiega la presidente di Anpi Prato Angela Riviello. Non mancheranno poi gli incontri con i testimoni dell'orrore nazista: Andrea e Tatiana Bucci, sopravvissute al lager nazista di Auschwitz-Birkenau (salve perché scambiate per gemelle), lunedì 29 gennaio porteranno la loro testimonianza alle 16.30 al Museo della Deportazione (ingresso libero fino ad esaurimento posti) e alle 10 agli studenti di Montemurlo nella Sala Banti del Comune. Gli incontri per le scuole continuano mercoledì 31 gennaio, alle 10, alla scuola media Bartolini di Vaiano, con la presenza di Vera Michelin Salomon, antifascista condannata al carcere duro in una prigione nazista della Germania. Spazio anche al teatro, con “Cenere e Cielo – Voci femminili dal passato” di Grazia Frisina, con la regia di Massimo Bonechi, prodotto dal Comune di Carmignano in collaborazione con l'associazione Sta-Spazio Teatrale all'Incontro. Lo spettacolo, che racconta le storie di quattro donne sopravvissute ai lager nazisti, sarà in scena giovedì 25 a Officina Giovani e sabato 27 gennaio allo Spazio Teatrale Allincontro per gli studenti di alcune scuole pratesi e per tutti sabato 27 gennaio, alle 21, allo spazio culturale Pandora di Seano. Domenica 28 gennaio, sempre a Carmignano, nella sala consiliare si terrà il “Concerto per la Memoria” di Marco Rovelli, ad ingresso libero. «Quella del 27 gennaio è una data simbolica – conclude il presidente di Aned Prato Giancarlo Biagini – ma che ci ricorda che c'è bisogno di un fronte unito e compatto contro i nuovi nazifascismi, perché quello che è stato non si ripeta più».

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