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Prato

L’ipotesi Lorenzin agita la base del Pd

L’ipotesi Lorenzin agita la base del Pd

Ilaria Santi: «Meglio un candidato locale, ma non si può giocare di squadra solo quando fa comodo» 

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PRATO. L’ipotesi della candidatura della ministra Beatrice Lorenzin nel collegio uninominale di Prato per la Camera è ancora tutta da verificare, ma intanto ha acceso il dibattito nella base del Partito democratico, i cui elettori potrebbero essere chiamati a votare un’esponente politica cresciuta in Forza Italia e fino a pochi anni fa al fianco di Silvio Berlusconi. Fatte le debite proporzioni, la situazione ricorda molto quella di Bologna, dove la coalizione di centrosinistra voleva presentare Pier Ferdinando Casini (ora forse dirottato altrove).

«D’altra parte - ragiona Ilaria Santi, presidente del consiglio comunale e lei stessa papabile per una candidatura - facciamo parte di una coalizione e non si può giocare di squadra solo quando fa comodo...». Santi premette che ovviamente preferirebbe un candidato espressione del territorio, così come chiesto dal documento votato all’unanimità dalla direzione provinciale e recentemente dal circolo Pd di Figline, ma ricorda che le coalizioni sono fatte di alleanze che «non sarebbe la prima volta» che da Roma viene paracadutato qualcuno a Prato.

Detto questo, se l’ipotesi diventerà realtà, ci sarà da convincere gli elettori del Pd a rispettare la disciplina di coalizione. Compito non facile, perché in agguato ci sono candidati agguerriti come Giorgio Silli (centrodestra) e quelli che saranno espressi da M5S e Liberi e Uguali, pronti ad approfittare dei mal di pancia del Pd per tentare di replicare lo scherzetto già riuscito nel 2009, quando Roberto Cenni si giovò delle divisioni del Pd per spezzare dopo sessant’anni l’egemonia della sinistra in Comune. Quel precedente per il Partito democratico dovrebbe essere una sorta di vaccino, ma in politica non si sa mai.

Il dilemma degli elettori Pd in uno dei collegi dati per sicuri al centrosinistra potrebbe diventare il seguente: voto il candidato di “Liberi e Uguali” (o in alternativa il M5S) perché quello del Pd è troppo lontano dalla mia storia politica, rischiando però di far vincere il centrodestra, oppure mi turo il naso con entrambe le mani e do la mia preferenza a un’ex Forza Italia?

Dicono che il sindaco Matteo Biffoni sia già andato più di una volta a Roma a spingere i candidati locali (Bosi o Santi) ma finora non l’hanno accontentato.

Paolo Nencioni

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