Proteste
Auto rubata e dimenticata, la donna ottiene maxi-sconto
Carmignano, grazie ad un accordo col deposito la cifra per aver tenuto l'auto oltre 4 anni passa da 7.000 euro a soli 200 per il trasporto in officina
CARMIGNANO. Lorena, ferma e decisa a non pagare un centesimo visto che in quattro anni nessuno l’ha mai cercata, alla fine ha trovato un accordo. E il conto si è sgonfiato di parecchio. Ma è avvenuto solo per la comprensione di uno dei gestori della società cooperativa, la Scaf, che svolge le funzioni di custode giudiziario dei veicoli sottoposti a fermo. Così dai quasi 20.000 euro temuti per il parcheggio di oltre quattro anni ai 7.000 poi effettivamente quantificati, la proposta è stata quella di un saldo di sole qualche centinaia di euro, compreso il trasporto in autofficina.
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Del resto Lorena Lugli era stata chiara: «Se mi chiedete settemila euro l’auto ve la lascio». E il gestore del parcheggio, non per colpa sua visto che ogni quindici giorno mandava un rapporto sulle auto in deposito alla questura, quella macchina non l’avrebbe più potuta spostare (ma neppure rottamare o vendere), fino a quando non fosse caduta a pezzi. L’inizio della storia l’abbiamo raccontato nell’edizione di lunedì. Lorena Lugli si è vista rubare l’auto sotto casa, tra La Serra e Artimino, il 9 settembre 2013. Ma solo alcuni giorni fa ha ricevuto una telefonata dalla Questura di Sesto Fiorentino che l’avvertiva che la macchina si trovava allo Scaf, la Depositeria giudiziaria di Firenze. «In oltre quattro anni – raccontava – nessuno mi ha telefonato».
Nel frattempo chiaramente l’auto se l’era dovuta ricomprare, a rate in tre anni, e un mese fa ha buttato via anche la chiave del vecchio mezzo, ritrovata mentre metteva in ordine un cassetto. Difficile infatti sperare che qualcuno, dopo tanto tempo, si facesse vivo con notizie sul veicolo. Invece è successo: ma la cosa paradossale è che l’auto si trovava al deposito dal 14 novembre 2013, appena un paio di mesi dopo il furto. Ma nessuno l’aveva mai cercata, appunto. O, se ci ha provato non ha insistito troppo. Di chi è stata la colpa? Difficile stabilirlo dopo tanti anni: la pratica è stata accantonata in qualche ufficio del commisariato di Sesto fino a quando non è arrivato un poliziotto scrupoloso che si è accorto di quella pratica.
Le telefonate non sono mai arrivate, le multe invece sì: tutte per infrazioni commesse in quei due mesi a Firenze dal ladro. «E chissà se ora dovrò pagare anche il bollo di quattro anni arretrati?» si chiede la signora. Sarebbero altri 800 euro probabilmente, l’ennesima beffa. Da fuori, racconta, l’auto sembra in buono stato. “Tornerò nei prossimi giorni per verificare l’interno – spiega, indispettita per come in questi giorni sia stata rimbalzata da un ufficio all’altro del commissariato – Dobbiamo procurarci una nuova chiave per avviare il motore. Poi deciderò il da farsi».
Walter Fortini
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