Gioco
La fantasia pratese in vetrina a Pitti Filati
La fiera dedicata alle collezioni per la primavera-estate 2019 alle prese col rialzo dei prezzi delle materie prime
PRATO. Rocche, gomitoli e lane ultrasottili “made in Prato”: a sciogliere l’intreccio pensa l’edizione numero 82 di Pitti Filati, l’anteprima mondiale riservata alle collezioni di filati per la primavera-estate 2019. La kermesse alla Fortezza da Basso dal 24 al 26 gennaio segna una tappa cruciale nel calendario invernale delle fiere per il distretto pratese proprio mentre da Milano è arrivata ieri pomeriggio la notizia della morte di Silvio Albini: fu l'ex presidente di Milano Unica, dal 2011 al 2015, a lanciare l’esperimento di un salone delle precollezioni tessili che piacque a tanti lanifici pratesi.
Rebus prezzi. «Allo stand ci sarà da discutere». Stefano Borsini della Manifattura Igea la butta sullo scherzo ma alla vigilia del salone dei filati è chiaro all’ultima impennata dei prezzi delle materie prime più pregiate. «I nostri clienti subiscono le pressioni delle catene di retail e chiederanno sicuramente di rivedere i listini», fa sapere Borsini che ha in mano l’agenda di Pitti Filati già prenotata da molti clienti americani. In rialzo i prezzi della lana australiana e delle fibre come cashmere, alpaca e yak. «L’incremento dei prezzi delle lane rappresenta una criticità, ma non del tutto – ammette Raffaella Pinori, che all’interno di Confindustria Toscana Nord coordina il gruppo produttori di filati della sezione moda – Si tratta di un fenomeno su scala mondiale che incide anche sui nostri concorrenti ma che rappresenta un segnale di grande interesse del mercato verso queste fibre. E in tutto ciò che è lana e fibre affini a Prato siamo specialisti, con prodotti fantasia sempre nuovi». Collezioni sostenibili. Se le produzioni targate Igea privilegiano filati primaverili a base di mohair leggerissimo e trasparente, strizzando l’occhio all’ambiente grazie all’impiego del tencel, quelle di Industria Italiana Filati prendono addirittura come ispirazione un proverbio indiano (“The earth does not belong to man, it is the man who belongs to the earth”) per improntare alla sostenibilità le proprie collezioni grazie al logo “Recycled” che raggruppa filati ottenuti in parte da fibre rigenerate dal cotone colorato. Due le linee di filati primaverili ed estivi in mostra a Pitti: da una parte “Accademia” che punta sull’eleganza e palette colori giocando sulle trasparenze di cotoni e viscose impalpabili, dall’altra la linea “Industria” che predilige fili ritorti, rifasciati, stampati e irregolari dando spazio a colori e fantasia. «Per l’estivo funziona bene anche il mercato italiano ma a Pitti Filati ci aspettiamo anche buyer provenienti dall’Oriente», fa sapere Teresa Lucchesi di Industria Italiana Filati.
Gli espositori. Su 115 marchi e aziende 29 parlano pratese. Ecco la pattuglia di aziende provenienti dal distretto: Ctf srl, Casa del filato srl, Ecafil Best spa Industria Filati, Fabifil srl, Filati Be.mi.va. spa, Filati Biagioli Modesto spa, Filati naturali srl, Filati Riccio srl, Filatura a pettine P3 srl, Filcompany, Filitaly - lab, Filpucci, Gi.ti.bi filati, Ilaria Manifattura Lane, Industria Italiana Filati, Lanificio Dell'Olivo, Lineapiù Italia, Linsieme filati, Manifattura Igea, Mister Joe, New Mill, Papi Fabio, Pecci Filati, Pettinatura Lagopolane, Pinori Filati, Toscano srl, Albini & Pitigliani, Pafasystem e Alda Santini.
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