Attenzione
Via Manzoni, una strada con troppi rischi
Boretti (Associazione Garnier per Prato) interviene dopo il tragico investimento di un pensionato
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PRATO. Marco Boretti, associazione Garnier per Prato, richiama l'attenzione dell'amministrazione comunale sulla pericolosità del via Manzoni dove è morto la sera di mercoledì scorso il pensionato Angelo Fabbri. «Angelo Fabbri - scrive Boretti - non lo conoscevo personalmente l’ho trovato però diverse volte tra Iolo e Casale,a volte a piedi a volte in bicicletta, a volte sulla strada di casa sua (via Argine del Fosso) che si recava a piedi verso Casale. Aveva un passo lento ed incerto a causa, da quello che ho saputo, di una paralisi e dell’età. Nonostante tutto l'ho sempre visto a piedi, a volte anche di sera, nella strada che da Casale va verso Iolo e che corre lungo l’argine del torrente Fosso ed il cuore appena lo vedevo si faceva piccolo nel vederlo percorrere al buio la strada verso il paese, pensando anche ai pericoli che poteva andare incontro».
«Certo nell’incidente la strada ha poche colpe- prosegue Boretti- , qualcosa si è fatto in quella strada provinciale però molto c’è ancora da fare. Una strada che ha visto recentemente un aumento esponenziale del traffico, soprattutto dopo l’apertura della nuova tangenziale per Quarrata e con tanti (troppi) veicoli che la percorrono a velocità elevate ma che presenta ancora punti pericolosi come gli incroci con via Verzoni, quello con via Guilianti e la strettoia nel tratto nei pressi dell’abitato de “Le Vanne”».
«Certo nell’incidente la strada ha poche colpe- prosegue Boretti- , qualcosa si è fatto in quella strada provinciale però molto c’è ancora da fare. Una strada che ha visto recentemente un aumento esponenziale del traffico, soprattutto dopo l’apertura della nuova tangenziale per Quarrata e con tanti (troppi) veicoli che la percorrono a velocità elevate ma che presenta ancora punti pericolosi come gli incroci con via Verzoni, quello con via Guilianti e la strettoia nel tratto nei pressi dell’abitato de “Le Vanne”».
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