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Prato

il caso 

Guadagnano milioni, denunciano zero

PRATO. Se è vero, come stimano i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, che il gruppo criminale di Zhang Naizhong aveva un giro d’affari di decine di milioni di euro, quello che manca, in...

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PRATO. Se è vero, come stimano i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, che il gruppo criminale di Zhang Naizhong aveva un giro d’affari di decine di milioni di euro, quello che manca, in questa storia, sono le tasse versate all’erario italiano, che sono briciole in confronto alle disponibilità economiche degli indagati, anche tenendo conto che una bella fetta dei guadagni doveva sfuggire per forza al fisco perché si trattava di attività illecite e ovviamente non dichiarabili.

In calce all’ordinanza di custodia del gip Moneti sono elencati i redditi degli indagati e dei loro familiari ai fini del sequestro preventivo di beni. Ed è un elenco poco incoraggiante, perché fatta eccezione per il presunto “capo dei capi”, che dichiara redditi in fondo dignitosi (dai 43.000 euro del 203 ai 35.000 del 2015, ma la moglie niente e la figlia solo spiccioli), quasi tutti gli altri sono ufficialmente sotto la soglia di povertà.

A cominciare dal luogotenente pratese di Zhang, Lin Guochun, di cui non risultano dichiarazioni telematiche. Tanti suoi amici sono nelle sue stesse condizioni e alla voce reddito percepito c’è un bello zero. Ancora peggio le società, con l’Interlogistica che risulta in perdita e le altre che sopravvivono a stento. Quelle che gestiscono i locali notturni, in particolare, non dichiarano redditi d’impresa e la stessa Anda (trasporti) che dovrebbe essere la capogruppo raggranella diecimila miseri euro nel 2015.

Se n’è accorto anche il presidente della Regione Enrico Rossi, che ieri ha scritto sul suo profilo Facebook: “E il Ministero delle Finanze che aspetta a intervenire? Grande intervento della Magistratura e delle forze di polizia contro la mafia cinese. Si aggiunge all'impegno delle procure e della Regione Toscana per la sicurezza nei luoghi di lavoro. È la dimostrazione che quando si vuole si può affermare la legalità. Manca all'appello lo stato centrale sulla lotta all'evasione fiscale nel distretto cinese della moda, calcolata in centinaia di milioni di euro. Ci rivolgiamo al Ministero delle finanze: che si aspetta a intervenire con forza e determinazione?». (p.n.)

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