Il Tirreno

Prato

Dopo la morte del pensionato Angelo Fabbri chiesta la messa in sicurezza di via Manzoni

Il luogo dove mercoledì 17 è morto investito da due auto Angelo Fabbri
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Il luogo dove mercoledì 17 è morto investito da due auto Angelo Fabbri

Prato, Marco Boretti (Associazione Garnier per Prato) richiama l'attenzione sulla strada: "Traffico aumentato e i veicoli la percorrono a forte velocità"

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PRATO. Marco Boretti, associazione Garnier per Prato,  richiama l'attenzione dell'amministrazione comunale sulla pericolosità del via Manzoni dove è morto la sera di mercoledì 17 il pensionato Angelo Fabbri.

"Angelo Fabbri - scrive Boretti - non lo conoscevo personalmente l’ho trovato però diverse volte tra Iolo e Casale,a volte a piedi a volte in bicicletta,a volte sulla strada di casa sua (via Argine del Fosso) che si recava a piedi verso Casale. Aveva un passo lento ed incerto a causa,da quello che ho saputo,di una paralisi e dell’età.

Nonostante tutto l'ho sempre visto a piedi,a volte anche di sera,nella strada che da Casale va verso Iolo e che corre lungo l’argine del torrente Fosso ed il cuore appena lo vedevo si faceva piccolo nel vederlo percorrere al buio la strada verso il paese,pensando anche ai pericoli che poteva andare incontro.

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Ieri Angelo ha avuto la sfortuna di camminare su una strada (via Manzoni o strada provinciale 7 di Iolo)che da sempre ha visto scrivere pagine tristi nella cronaca dei giornali locali,quasi sempre incidenti gravi e molti purtroppo con esiti nefasti. Certo nell’incidente di ieri sera la strada ha poche colpe,qualcosa si è fatto in quella strada provinciale però molto c’è ancora da fare.

Una strada che ha visto recentemente un aumento esponenziale del traffico,soprattutto dopo l’apertura della nuova tangenziale per Quarrata e con tanti (troppi) veicoli che la percorrono a velocità elevate (anche se la rotonda della nuova lottizzazione di Casale ha aiutato molto a rallentare il traffico veicolare) ma che presenta ancora punti pericolosi come gli incroci con via Verzoni, quello con via Guilianti e la strettoia nel tratto nei pressi dell’abitato de “Le Vanne” (che purtroppo non potrà essere ampliata da Autostrade per l'Italia perché non ritenuta opera di interesse da eseguire in correlazione all’ampliamento della Firenze-Mare). Ho già preso contatti con alcuni residenti che abitano nelle vicinanze del luogo del tragico incidente alfine di chiedere con forza che quella strada maledetta venga messa in sicurezza. Non lasciamo che in quella strada si torni a piangere qualcuno!".

 

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