Sicurezza
Biffoni: «La città ha gli anticorpi»
Milone accusa il sindaco di essere colluso. Dura replica: «Dovrebbe vergognarsi»
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PRATO. L’operazione contro la mafia cinese ha scatenato una ridda di reazioni, oltre ai complimenti del ministro dell’Interno Marco Minniti al capo della polizia Franco Gabrielli.
«La forza della città di Prato – ha commentato il sindaco Matteo Biffoni – sta nei suoi anticorpi, nella capacità di contrastare ogni forma di illegalità per ribadire sempre l’indiscutibile necessità del rispetto delle regole. La vasta operazione di indagine che ha portato oggi a numerosi fermi e arresti sul nostro territorio è un esempio evidente dell’impegno di tutte le istituzioni e le forze dell’ordine nel tutelare la legalità. Voglio ringraziare la Procura antimafia, la Direzione distrettuale antimafia, la Questura di Prato, in particolare il questore Alessio Cesareo e il capo della squadra mobile Francesco Nannucci, per questo notevole risultato. Abbiamo ribadito in ogni occasione che chi sceglie Prato per il proprio futuro trova qui una città aperta e inclusiva, ma solo nel massimo rispetto delle regole. Inchieste di questo spessore dimostrano come l’attenzione sia alta da parte di tutti».
Un giudizio che non trova d’accordo il consigliere comunale Aldo Milone di Prato Libera e Sicura, che della guerra ai cinesi ha fatto una ragione di vita. «La grossa operazione contro la mafia cinese, condotta dalla Squadra Mobile di Prato, guidata dal dottor Nannucci – scrive Milone – ha portato alla luce quella organizzazione delinquenziale all’interno della comunità orientale di cui si è sempre e soltanto fatto cenno senza mai definirla tale, ovvero mafia cinese. Adesso questa operazione l’ha certificata e credo che questa Amministrazione Comunale incominci a prendere le distanze anche nei confronti di qualche “boss” locale visto che già in alcune occasioni ha incontrato soggetti che poi sono risultati indagati o con precedenti gravi».
«Io sono anche stufo – insiste Milone – dei tanti appelli al rispetto delle leggi italiane, in tema di illegalità, rivolti dai vari consoli orientali e dai pseudo rappresentanti della comunità orientale ai loro connazionali. Sono soltanto appelli di facciata. Adesso ritengo più che necessario la costituzione di una commissione consiliare speciale, proposta dallo scrivente una decina di giorni fa. Se Biffoni e la sua maggioranza opporranno un fermo diniego, si assumeranno una grande responsabilità nei confronti della città e non vorrei che questo diniego nascondesse qualche interesse “particolare”. Forse sarebbe anche il caso di non dare una corsia preferenziale a progetti, tipo la costruzione della cittadella cinese della moda a Iolo, portata avanti da un imprenditore italiano che favorirà sempre di più un’espansione del distretto “parallelo” cinese».
Dura la replica del sindaco: «Il consigliere Milone dovrebbe vergognarsi delle sue parole. Le parole di Milone sono gravi ed offensive, pronunciate con irresponsabilità solo per garantirsi un pochino di visibilità sulla stampa in una situazione per lui di sempre maggiore difficoltà. Alzare i toni oltre la decenza non è tollerabile: di solito non diamo peso alle sue vuote litanie, ma l’allusione di questa mattina è troppo grave. La mia amministrazione ha sempre ribadito e preteso il rispetto delle regole da parte di tutti, ha sempre condannato ogni forma di illegalità e soprattutto ha sempre portato avanti l’impegno della lotta a tutte le mafie, di qualunque colore e nazionalità. Nessuno può permettersi di alludere a collusioni di alcun genere. Siamo davanti a un’inchiesta di altissimo livello che dimostra la grande qualità di procura e forze dell’ordine e che dimostra come nel nostro territorio ci sia forte attenzione per la tutela della legalità».
«La forza della città di Prato – ha commentato il sindaco Matteo Biffoni – sta nei suoi anticorpi, nella capacità di contrastare ogni forma di illegalità per ribadire sempre l’indiscutibile necessità del rispetto delle regole. La vasta operazione di indagine che ha portato oggi a numerosi fermi e arresti sul nostro territorio è un esempio evidente dell’impegno di tutte le istituzioni e le forze dell’ordine nel tutelare la legalità. Voglio ringraziare la Procura antimafia, la Direzione distrettuale antimafia, la Questura di Prato, in particolare il questore Alessio Cesareo e il capo della squadra mobile Francesco Nannucci, per questo notevole risultato. Abbiamo ribadito in ogni occasione che chi sceglie Prato per il proprio futuro trova qui una città aperta e inclusiva, ma solo nel massimo rispetto delle regole. Inchieste di questo spessore dimostrano come l’attenzione sia alta da parte di tutti».
Un giudizio che non trova d’accordo il consigliere comunale Aldo Milone di Prato Libera e Sicura, che della guerra ai cinesi ha fatto una ragione di vita. «La grossa operazione contro la mafia cinese, condotta dalla Squadra Mobile di Prato, guidata dal dottor Nannucci – scrive Milone – ha portato alla luce quella organizzazione delinquenziale all’interno della comunità orientale di cui si è sempre e soltanto fatto cenno senza mai definirla tale, ovvero mafia cinese. Adesso questa operazione l’ha certificata e credo che questa Amministrazione Comunale incominci a prendere le distanze anche nei confronti di qualche “boss” locale visto che già in alcune occasioni ha incontrato soggetti che poi sono risultati indagati o con precedenti gravi».
«Io sono anche stufo – insiste Milone – dei tanti appelli al rispetto delle leggi italiane, in tema di illegalità, rivolti dai vari consoli orientali e dai pseudo rappresentanti della comunità orientale ai loro connazionali. Sono soltanto appelli di facciata. Adesso ritengo più che necessario la costituzione di una commissione consiliare speciale, proposta dallo scrivente una decina di giorni fa. Se Biffoni e la sua maggioranza opporranno un fermo diniego, si assumeranno una grande responsabilità nei confronti della città e non vorrei che questo diniego nascondesse qualche interesse “particolare”. Forse sarebbe anche il caso di non dare una corsia preferenziale a progetti, tipo la costruzione della cittadella cinese della moda a Iolo, portata avanti da un imprenditore italiano che favorirà sempre di più un’espansione del distretto “parallelo” cinese».
Dura la replica del sindaco: «Il consigliere Milone dovrebbe vergognarsi delle sue parole. Le parole di Milone sono gravi ed offensive, pronunciate con irresponsabilità solo per garantirsi un pochino di visibilità sulla stampa in una situazione per lui di sempre maggiore difficoltà. Alzare i toni oltre la decenza non è tollerabile: di solito non diamo peso alle sue vuote litanie, ma l’allusione di questa mattina è troppo grave. La mia amministrazione ha sempre ribadito e preteso il rispetto delle regole da parte di tutti, ha sempre condannato ogni forma di illegalità e soprattutto ha sempre portato avanti l’impegno della lotta a tutte le mafie, di qualunque colore e nazionalità. Nessuno può permettersi di alludere a collusioni di alcun genere. Siamo davanti a un’inchiesta di altissimo livello che dimostra la grande qualità di procura e forze dell’ordine e che dimostra come nel nostro territorio ci sia forte attenzione per la tutela della legalità».
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