Il Tirreno

Prato

Cocaina e l'intervento violento dei carabinieri causarono la morte di Riccardo Magherini

Riccardo Magherini
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Riccardo Magherini

Prato, le motivazioni della sentenza della Corte d'appello di Firenze chiariscono il ruolo decisivo avuto dai militari la notte del 2 marzo 2014

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FIRENZE. Non solo la cocaina ma anche la modalità di intervento dei carabinieri, che gli impedirono di respirare correttamente mentre lo bloccavano a terra in preda a una crisi cardiaca e respiratoria, causarono la morte di Riccardo Magherini, ex calciatore del Prato, in strada a Firenze la notte del 2 marzo 2014. E' quanto, in buona sostanza, sottolinea nelle motivazioni la terza sezione della corte di appello di Firenze nella sentenza di condanna del 19 ottobre 2017 per tre carabinieri imputati di omicidio colposo. I carabinieri erano intervenuti per uomo che dava in escandescenze.
   Nella sentenza la corte d'appello condivide le valutazioni dei consulenti tecnici del pubblico ministero "secondo le quali il decesso fu determinato da stress catecolaminergico dovuto all'intossicazione acuta da cocaina", "al quale si sommò l'ulteriore stress catecolaminergico determinato dall'immobilizzazione da parte dei carabinieri e dai tentativi di Magherini di liberarsi e dalla posizione prona nella quale fu tenuto", che limitò la sua attività respiratoria.

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"E' indubbia l'intossicazione da cocaina", scrive la corte di appello, "ma di per sè sola non l'avrebbe condotto al decesso considerata l'assenza di alterazioni cardiache riconducibili all'assunzione di cocaina", "così come non avrebbe condotto al decesso la sola posizione prona coatta". "Ma - si legge ancora - il mantenimento e l'immobilizzazione di Magherini, che era alterato gravemente e soprattutto palesemente, nella posizione prona che gli impedì l'apporto di ossigeno che gli era necessario, fu per lui letale, e in tale condotta si ravvisa la colpa dei carabinieri".
   Il collegio, presidente Luisa Romagnoli, sottolinea "l'aver trascurato il placarsi delle grida e l'affievolimento della voce, e l'assenza di movimenti del corpo" che "significavano una grave sofferenza asfittica" e "non giustificavano il mantenimento nella posizione prona". Quindi, anche basandosi su questo, la corte ha confermato le condanne per omicidio colposo della sentenza di primo grado per tre dei carabinieri del 112 che intervennero, con pena di 8 mesi a Vincenzo Corni, e 7 mesi ciascuno a Stefano Castellano e Agostino Della Porta, e l'assoluzione per le volontarie della Croce Rossa Claudia Matta e Jannetta Mitrea.
   La corte d'appello ha accolto il ricorso delle parti civili sui risarcimenti, con compensazione delle spese al 50%, poiché "pur essendo stata la condotta del Magherini causa dell'iniziale intervento di coazione", il suo decesso trovò causa nella condotta colposa degli imputati".

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