Il dolore
La Cgil apre a un “papa straniero” e il Pd non gradisce: «Curioso»
di Paolo Nencioni
◗
Il segretario provinciale Fp Cgil Sandro MalucchiCandidature, lettera aperta di Malucchi, segretario della Funzione pubblica, al segretario Bosi che la rispedisce al mittente: «Spero che la stessa attenzione sia rivolta anche agli altri partiti»
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La Cgil entra a gamba tesa nel dibattito sulle candidature per le prossime elezioni politiche e il Partito democratico non gradisce, per usare un eufemismo.
La notizia arriva all’ottava riga di una lettera aperta diffusa ieri da Sandro Malucchi, segretario della Funzione pubblica Cgil e indirizzata al segretario del Pd Gabriele Bosi. «Non penseremmo a un eventuale “papa straniero” come a uno spregio fatto alla comunità - scrive Malucchi - Lo considereremmo piuttosto un punto su cui iniziare a discutere». Il tema è quello di una possibile candidatura esterna, non legata al territorio, che sia del Pd o di un alleato, nel collegio uninominale per la Camera a Prato. Non più tardi di sabato la Direzione provinciale del Pd ha votato all’unanimità la relazione del segretario Bosi ribadendo la richiesta ai vertici del partito che il candidato sia espressione del territorio. Dunque lo stesso Bosi o Ilaria Santi, stando ai nomi che girano. Ecco perché l’uscita del sindacato è stata letta come un’indebita intromissione nel dibattito interno al Pd, anche se la premessa di Malucchi sulla carta voleva essere costruttiva. Dice infatti il sindacalista che «le legittime aspirazioni di rappresentanza locale devono assumere esclusivamente le caratteristiche del progetto di società, di città e di provincia su cui proiettare il futuro di tutti noi». In altre parole: pensiamo ai programmi prima di pensare ai nomi, come si dice sempre durante le campagne elettorali, mentre si pensa ai nomi.
Malucchi nella lettera ricorda i problemi del Tribunale e del carcere della Dogaia, senza dimenticare la questione del nuovo ospedale e quella dei controlli alle confezioni, con la richiesta di stabilizzazione dei tecnici del Dipartimento di prevenzione impegnati nel progetto Lavoro sicuro.
Ma è quell’apertura al “papa straniero” che in questo momento fa notizia. E provoca l’immediata reazione dell’aspirante “papa italiano”.
«Certo, sono sorpreso - commenta al telefono Gabriele Bosi - È curioso che il sindacato intervenga nel dibattito politico interno a un partito. Se voleva porre l’accento su quei temi che pure sono importanti era preferibile che li ponesse a tutto lo schieramento politico».
E poi con una nota scritta: «Quella che vede una categoria di un importante sindacato pratese che prende posizione in merito ai criteri con cui dovrebbe essere scelto un candidato del Partito democratico è sicuramente una notizia curiosa. La selezione delle candidature del Pd avviene in modo aperto e democratico grazie alla partecipazione di una comunità di iscritti e del proprio gruppo dirigente, che nel corso della riunione dell’ultima Direzione ha preso all’unanimità un orientamento preciso, valorizzando il criterio della rappresentanza territoriale. Altro discorso quello legato ai temi della campagna elettorale, a cui accenna il segretario della Funzione pubblica della Cgil pratese nella sua lettera. Il Pd è ovviamente, come sempre, disponibile a confrontarsi su questi e altri argomenti». E la stoccata finale: «Considerata l’autonomia della Cgil rispetto ai singoli partiti politici, a cui credo tenga molto, immagino che la stessa attenzione di Sandro Malucchi sarà rivolta alle candidature di tutti gli altri schieramenti e partiti che si confronteranno alle prossime elezioni politiche».
A proposito di papi stranieri, ieri Repubblica ha scritto che Denis Verdini, sarebbe in corsa per l’uninominale della Camera a Prato. «Verdini? - commenta Bosi - Noi veramente il collegio a Prato lo si vorrebbe vincere...». Stesso trattamento era stato riservato alle voci su una possibile candidatura del senatore Riccardo Mazzoni, in quota Verdini.
Paolo Nencioni
La notizia arriva all’ottava riga di una lettera aperta diffusa ieri da Sandro Malucchi, segretario della Funzione pubblica Cgil e indirizzata al segretario del Pd Gabriele Bosi. «Non penseremmo a un eventuale “papa straniero” come a uno spregio fatto alla comunità - scrive Malucchi - Lo considereremmo piuttosto un punto su cui iniziare a discutere». Il tema è quello di una possibile candidatura esterna, non legata al territorio, che sia del Pd o di un alleato, nel collegio uninominale per la Camera a Prato. Non più tardi di sabato la Direzione provinciale del Pd ha votato all’unanimità la relazione del segretario Bosi ribadendo la richiesta ai vertici del partito che il candidato sia espressione del territorio. Dunque lo stesso Bosi o Ilaria Santi, stando ai nomi che girano. Ecco perché l’uscita del sindacato è stata letta come un’indebita intromissione nel dibattito interno al Pd, anche se la premessa di Malucchi sulla carta voleva essere costruttiva. Dice infatti il sindacalista che «le legittime aspirazioni di rappresentanza locale devono assumere esclusivamente le caratteristiche del progetto di società, di città e di provincia su cui proiettare il futuro di tutti noi». In altre parole: pensiamo ai programmi prima di pensare ai nomi, come si dice sempre durante le campagne elettorali, mentre si pensa ai nomi.
Malucchi nella lettera ricorda i problemi del Tribunale e del carcere della Dogaia, senza dimenticare la questione del nuovo ospedale e quella dei controlli alle confezioni, con la richiesta di stabilizzazione dei tecnici del Dipartimento di prevenzione impegnati nel progetto Lavoro sicuro.
Ma è quell’apertura al “papa straniero” che in questo momento fa notizia. E provoca l’immediata reazione dell’aspirante “papa italiano”.
«Certo, sono sorpreso - commenta al telefono Gabriele Bosi - È curioso che il sindacato intervenga nel dibattito politico interno a un partito. Se voleva porre l’accento su quei temi che pure sono importanti era preferibile che li ponesse a tutto lo schieramento politico».
E poi con una nota scritta: «Quella che vede una categoria di un importante sindacato pratese che prende posizione in merito ai criteri con cui dovrebbe essere scelto un candidato del Partito democratico è sicuramente una notizia curiosa. La selezione delle candidature del Pd avviene in modo aperto e democratico grazie alla partecipazione di una comunità di iscritti e del proprio gruppo dirigente, che nel corso della riunione dell’ultima Direzione ha preso all’unanimità un orientamento preciso, valorizzando il criterio della rappresentanza territoriale. Altro discorso quello legato ai temi della campagna elettorale, a cui accenna il segretario della Funzione pubblica della Cgil pratese nella sua lettera. Il Pd è ovviamente, come sempre, disponibile a confrontarsi su questi e altri argomenti». E la stoccata finale: «Considerata l’autonomia della Cgil rispetto ai singoli partiti politici, a cui credo tenga molto, immagino che la stessa attenzione di Sandro Malucchi sarà rivolta alle candidature di tutti gli altri schieramenti e partiti che si confronteranno alle prossime elezioni politiche».
A proposito di papi stranieri, ieri Repubblica ha scritto che Denis Verdini, sarebbe in corsa per l’uninominale della Camera a Prato. «Verdini? - commenta Bosi - Noi veramente il collegio a Prato lo si vorrebbe vincere...». Stesso trattamento era stato riservato alle voci su una possibile candidatura del senatore Riccardo Mazzoni, in quota Verdini.
Paolo Nencioni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

