Finanza
Imprenditore arrestato per usura
Calabrese trapiantato a Poggio a Caiano accusato da un tabaccaio fiorentino
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PRATO. Un imprenditore di 48 anni originario della Calabria ma da tempo trapiantato a Poggio a Caiano, Francesco Cardone, è stato arrestato ieri dai carabinieri della Compagnia di Firenze Oltrarno con l’accusa di usura.
È l’esito di un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore fiorentino Christine Von Borries e iniziata nel mese di novembre, quando un tabaccaio fiorentino di 44 anni si è rivolto alla Procura raccontando di aver preso un prestito a interessi usurari da Cardone (tra il 30% e il 40%) e di non riuscire a saldare il debito. Il tabaccaio ha detto di essere disperato, al punto che si era messo a giocare al “10 e lotto” nella speranza di vincere e risolvere una volta per tutte i suoi problemi.
Nel corso dell’indagine è emerso che il tabaccaio fiorentino non era stato l’unico a rivolgersi all’imprenditore di Poggio a Caiano. I carabinieri hanno accertato almeno altri due casi di presunta usura nelle province di Firenze e Prato. In particolare si tratta della titolare di un bar in provincia di Prato e di un pensionato fiorentino, dal quale il presunto usuraio sperava di farsi intestare un appartamento per far fronte agli interessi su un prestito di appena 10. 000 euro.
L’arrestato, spiegano i carabinieri, apparentemente era uno stimato imprenditore che si occupava di fornire materiali riguardanti cucine industriali ed elementi di arredo per bar e ristoranti nelle province di Prato e Firenze. Grazie a questa attività, ipotizzano i carabinieri, l’imprenditore avrebbe avuto gioco facile nell’entrare in contatto con baristi e tabaccai, riuscendo a capire se si trovavano in difficoltà economiche e successivamente proponendo di risolvere queste difficoltà con un prestito a interessi superiori a quelli delle banche, visto che gli esercenti non avevano più accesso al normale credito.
Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno perquisito diverse abitazioni e uffici che risultavano nella disponibilità dell’indagato, sequestrando documenti e materiale informatico.
È stato compiuto anche un sequestro preventivo di 5.200 euro, equivalente all’ammontare degli interessi pagati dal tabaccaio fiorentino da novembre fino a oggi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È l’esito di un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore fiorentino Christine Von Borries e iniziata nel mese di novembre, quando un tabaccaio fiorentino di 44 anni si è rivolto alla Procura raccontando di aver preso un prestito a interessi usurari da Cardone (tra il 30% e il 40%) e di non riuscire a saldare il debito. Il tabaccaio ha detto di essere disperato, al punto che si era messo a giocare al “10 e lotto” nella speranza di vincere e risolvere una volta per tutte i suoi problemi.
Nel corso dell’indagine è emerso che il tabaccaio fiorentino non era stato l’unico a rivolgersi all’imprenditore di Poggio a Caiano. I carabinieri hanno accertato almeno altri due casi di presunta usura nelle province di Firenze e Prato. In particolare si tratta della titolare di un bar in provincia di Prato e di un pensionato fiorentino, dal quale il presunto usuraio sperava di farsi intestare un appartamento per far fronte agli interessi su un prestito di appena 10. 000 euro.
L’arrestato, spiegano i carabinieri, apparentemente era uno stimato imprenditore che si occupava di fornire materiali riguardanti cucine industriali ed elementi di arredo per bar e ristoranti nelle province di Prato e Firenze. Grazie a questa attività, ipotizzano i carabinieri, l’imprenditore avrebbe avuto gioco facile nell’entrare in contatto con baristi e tabaccai, riuscendo a capire se si trovavano in difficoltà economiche e successivamente proponendo di risolvere queste difficoltà con un prestito a interessi superiori a quelli delle banche, visto che gli esercenti non avevano più accesso al normale credito.
Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno perquisito diverse abitazioni e uffici che risultavano nella disponibilità dell’indagato, sequestrando documenti e materiale informatico.
È stato compiuto anche un sequestro preventivo di 5.200 euro, equivalente all’ammontare degli interessi pagati dal tabaccaio fiorentino da novembre fino a oggi.
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