Il Tirreno

Prato

Scuola: il rebus delle iscrizioni

Scuola: il rebus delle iscrizioni

C’è chi è costretto a spostarsi per mancanza di spazio e chi trasferisce dai nonni la residenza del figlio

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PRATO. Matteo (nome di fantasia) ha cinque anni, abita alle Fontanelle e dal settembre prossimo dovrebbe frequentare la primaria Ivana Marcocci, distante 400 metri dalla sua casa: zaino in spalla, potrebbe andarci comodamente a piedi. Questo, almeno, è scritto sullo stradario scolastico del Comune. Ma a Matteo potrebbe anche toccare un’altra scuola più lontana, la Laura Poli di Cafaggio o l’Ambra Cecchi di Paperino, sempre dello stesso istituto comprensivo (Primo Levi). Il motivo? È tempo di iscrizioni per le prime classi elementari per l’anno 2018/2019 (dal 16 gennaio al 6 febbraio) ma si sa già che i posti alla scuola Marcocci saranno insufficienti: Matteo dunque potrebbe essere un esubero da stradario. Emma (anche questo nome di fantasia) invece è più piccola ma i suoi genitori hanno un altro problema. Hanno bisogno di inserirla per comodità in una materna a due passi dall’abitazione dei nonni: peccato che la graduatoria dia più punteggio alla scuola di stradario in base alla residenza del nucleo di appartenenza. Allora i genitori vanno all’anagrafe e spostano la residenza del figlio dai nonni. Spostamenti tattici o dichiarazioni di false residenze? In un caso o nell’altro, lo strumento dello stradario scolastico, che dovrebbe stabilire un giusto compromesso tra bacini di utenza e capienza degli istituti, non si dimostra sempre all’altezza delle esigenze delle famiglie.

35 bambini respinti. Il boccone amaro l’hanno dovuto ingoiare durante l’open day alla primaria Ivana Marcocci, nei giorni scorsi. «I docenti ci hanno anticipato che a settembre si formerà una sola prima classe per un massimo di 25 alunni – raccontano alcuni genitori al Tirreno – Il fatto però è che per la primaria si prevedono 60 nuovi iscritti dalla zona di Fontanelle. Questo significa doversi spostare per forza in auto fino a Cafaggio o a Paperino che non sono i plessi previsti dallo stradario». C’è di più. I genitori hanno saputo che dagli spazi già ridotti dell’Ivana Marcocci è stato ricavato un atelier creativo inaugurato ieri mattina. «Perché non prevedere una sezione in più utilizzando questi spazi?», chiedono i genitori.

Progetto di ampliamento. Che l’offerta sia satura su alcuni comprensivi che possono accogliere meno bambini di quanti ne attribuisca lo stradario è problema ben noto all’assessora competente Mariagrazia Ciambellotti.

«All’Ivana Marcocci la capienza giusta sarebbe effettivamente di due aule ma esiste un’ipotesi di ampliamento della scuola: il progetto presentato al consiglio d’istituto due anni fa prevede un investimento pari a 1,2 milioni di euro per il quale il Comune è in attesa di finanziamenti pubblici. Insieme alla primaria Dalla Chiesa di Mezzana la scuola di Fontanelle è fra le priorità negli interventi di ampliamento». Per quanto riguarda l’atelier creativo, l’assessora nega che questo abbia pregiudicato la disponibilità degli spazi fisici in quanto «l’angolo della falegnameria attrezzata e l’officina del riciclo sorgono su un’aula-laboratorio preesistente».

Esposto a Figline. L’anno scorso un genitore di Figline, venuto a sapere che alla primaria Calvino erano stati iscritti studenti fuori stradario, ha presentato un esposto agli uffici della pubblica istruzione. «Il caso rientrò perché alla fine la domanda d’iscrizione venne accolta», racconta la dirigente Donatella Palmieri. Difficile da scoprire l’escamotage che permette ai genitori di iscrivere i propri figli ad altre scuole vicine alle abitazioni dei nonni pur non avendone il diritto. In caso di cambio di residenza, i controlli vengono eseguiti dalla polizia municipale. «Riceviamo segnalazioni ma – ammette Ciambellotti - è difficile dimostrare la falsa residenza se in casa compaiono elementi che attestano la presenza del bambino».

Maria Lardara

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