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Prato

ampliamento dell’aeroporto 

Peretola, diffida al ministro Delrio

Peretola, diffida al ministro Delrio

Comitati al contrattacco in vista della Conferenza dei servizi

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FIRENZE. Il ministro Galletti ha messo la firma al decreto di Via. Franceschini pure. L'inizio dei lavori al nuovo aeroporto di Peretola pare sempre più vicino. Ora c'è di mezzo solo la Conferenza dei servizi. Ma i comitati della piana non mollano. Lo scorso 6 gennaio hanno spedito una diffida al ministro Delrio. Tocca a lui, in quanto ministro delle Infrastrutture, aprire la Conferenza dei servizi, mentre i comitati si mettono di traverso. I motivi? «Ci sono alcune parti del masterplan presentato da Enac che non vanno bene. I rischi sulla sicurezza legati all'ampliamento dell'aeroporto sono stati sottovalutati. E ci sono serie problematiche di carattere costituzionale e procedurale». A spiega il portavoce dei comitati Gianfranco Ciulli. Vediamo le contestazioni una per una. La prima: alcune parti del masterplan presentato da Enac non andrebbero bene. «Enac ha fatto valutare una parte del progetto definitivo del nuovo aeroporto a tre soggetti esterni: Università di Pisa, Università di Bologna e Università di Napoli. Tutti soggetti non abilitati dal quadro normativo. A nostro avviso la parte relativa alla sicurezza volo dei passeggeri trasportati e sorvolati doveva passare dall'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa)». . Secondo punto: i rischi sulla sicurezza legati all'ampliamento di Peretola. «Nel progetto si parla di realizzazione delle dune lungo la nuova pista. Fanno da protezione al polo scientifico da una parte e al benzinaio Agip dall'altra. Con l'obiettivo di mitigare il rumore, ma così facendo si crea un ostacolo nel caso di fuoriscita dell'aereo aumentando il rischio di danni derivanti dall'impatto stesso (vedi: effetto catapulta). Altro problema: qualora l'aereo faccia un atterraggio o una partenza lunga, in cima e in fondo alla nuova pista ci sono potenziali ostacoli che potrebbero ampliare il danno da impatto aereo». Terzo punto: la questione costituzionale e procedurale. «Otto Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Una sentenza favorevole a loro metterebbe in discussione l'intero percorso di via libera all'aeroporto».

Samuele Bartolini

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