Il Tirreno

Prato

Incendio per colpa del degrado

La palazzina bruciata in via Marini era sovraffollata: tramezzi e impianti elettrici manomessi

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PRATO. È partito da una camera dove vivevano tre nordafricani l’incendio che nella serata di lunedì ha provocato gravi danni a una palazzina di via Marini, con un bilancio di due ustionati e quattro intossicati. Lo hanno accertato i vigili del fuoco e i carabinieri una volta terminate le operazioni di spegnimento. Sono invece ancora da accertare le cause dell’incendio, anche se si propende per l’origine accidentale.

Le fiamme dunque si sono sviluppate al primo piano della palazzina, dove vivono cinque nordafricani. Uno di loro racconta: «Ero in un’altra stanza e ho visto il fumo, così sono scappato in strada. Nella stanza dove è iniziato l’incendio vivono tre miei connazionali, anche loro sono scappati, ma non so che cosa sia successo in quella stanza».

Anche uno dei nordafricani ha riportato alcune ustioni, oltre a un cinese di 46 anni, portato in ospedale. Lo stabile è stato sequestrato ed è inagibile.

Ieri mattina la polizia municipale ha compiuto un sopralluogo nella palazzina, trovando una situazione di estremo degrado. Al piano terra vive una famiglia cinese, al primo piano i nordafricani e al secondo altri cinesi, quelli che sono stati salvati lunedì sera dai vigili del fuoco con l’autoscala. La polizia municipale ha accertato un sovraffollamento dei locali, la realizzazione di tramezzi per ricavare posti letto e la manomissione degli impianti elettrici, anche se l’incendio non sembra sia dovuto a un corto circuito e non sono stati trovati macchinari tessili.

Tutti gli occupanti della palazzina, che dovrebbero essere almeno 11, ma probabilmente qualcuno in più, ora non hanno un posto dove andare a dormire. Il Comune ha messo a disposizione la Protezione civile per trovare loro una sistemazione provvisoria.

Sulla vicenda interviene anche Aldo Milone, consigliere comunale di Prato Libera e Sicura. «Fortunatamente non ci sono state vittime come in qualche incendio precedente – scrive Milone – Sono anni che vado affermando che l’altra emergenza di Prato erano gli appartamenti superaffollati o trasformati in dormitori attraverso modifiche interne. Queste situazioni di degrado sono diffusissime in alcune zone della città e non casi isolati e per questo motivo andrebbe avviata un’attività di controllo negli appartamenti».

« Alcuni anni fa, quando furono assunti i nuovi ispettori della Regione - ricorda il consigliere Milone - dissi che un’aliquota di questi 70 ispettori andavano impiegati proprio nei controlli nelle abitazioni anche perché avevano una competenza specifica riguardante le condizioni igienico-sanitarie dell’immobile. Spero e mi auguro che si faccia presto ad avviare questa attività di controllo negli appartamenti e non aspettare che ci siano altre vittime. È bene ricordare che in caso di scoppio di qualche bombola, visto che all’internoi di questi appartamenti sono spesso presenti, la perdita di vite umane saranno diverse coinvolgendo anche residenti di altri appartamenti confinanti».

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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