Sicurezza
Il comico Carolei minacciato di morte dagli antijuventini
Con la maglia bianconera nelle ultime settimane aveva girato dei video per cercare di pacificare le tifoserie
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PRATO. La webstar Giacomo Carolei, 30 anni, seguito da oltre 110mila followers su Facebook, ha subìto tra domenica e ieri due pesanti e circostanziate minacce di morte sulle sue pagine social, a seguito delle quali ha sporto denuncia.
«Da alcune settimane – ha spiegato Carolei – sto realizzando un format sulla mia pagina Facebook per cercare di pacificare le tifoserie storicamente più avverse alla Juventus, la mia squadra del cuore, con i colori bianconeri. Purtroppo, oltre alle offese, agli sfottò e qualche strattone, ho ricevuto minacce di morte, che ritengo non solo inappropriate ma anche e soprattutto inaccettabili. Per questo ho preferito sporgere denuncia». Con indosso la maglia della Juventus il comico si è presentato in vari stadi: da quello fiorentino del Franchi al Dall’Ara di Bologna, da San Siro all’Olimpico. Il video che con ogni probabilità ha scatenato l’ira e le minacce di alcuni sedicenti tifosi è appunto quello realizzato sabato 6 gennaio scorso allo stadio Olimpico di Roma, che in poche ore ha superato le 120mila visualizzazioni. «Questo format – continua Carolei – non nasce per denunciare persone o comportamenti violenti, bensì l’ho ideato dimostrare quanto sia difficile in Italia ancora oggi portare un gesto di pace, distensione, amicizia o fratellanza tra tifosi di colori differenti. Ma purtroppo ho dovuto constatare che non è possibile neppure camminare per strada indossando colori diversi rispetto a quelli della tifoseria locale, se non a tuo rischio e pericolo».
Fermo è, ad ogni modo, l’intento di Carolei di proseguire nella sua attività: «I miei video – sottolinea – cercano di strappare una risata a chi li guarda, ma in questo caso c’è anche la voglia di far riflettere sul peso eccessivo che tutt’oggi hanno il tifo e la rivalità tra tifoserie. Quindi se questo accade anche a seguito di certi commenti, non può farmi che piacere. Da parte mia cerco di fare umorismo e questo non è mai mancanza di rispetto. Non sono un provocatore, semmai un pacificatore. Le minacce tuttavia non fermeranno il format e la mia voglia di scambiare un segno di pace». Vorrei continuare ma non per ricevere improperi, semmai per cercare tifosi che capiscano il senso della mia presenza: anzitutto per sorridere insieme».
«Da alcune settimane – ha spiegato Carolei – sto realizzando un format sulla mia pagina Facebook per cercare di pacificare le tifoserie storicamente più avverse alla Juventus, la mia squadra del cuore, con i colori bianconeri. Purtroppo, oltre alle offese, agli sfottò e qualche strattone, ho ricevuto minacce di morte, che ritengo non solo inappropriate ma anche e soprattutto inaccettabili. Per questo ho preferito sporgere denuncia». Con indosso la maglia della Juventus il comico si è presentato in vari stadi: da quello fiorentino del Franchi al Dall’Ara di Bologna, da San Siro all’Olimpico. Il video che con ogni probabilità ha scatenato l’ira e le minacce di alcuni sedicenti tifosi è appunto quello realizzato sabato 6 gennaio scorso allo stadio Olimpico di Roma, che in poche ore ha superato le 120mila visualizzazioni. «Questo format – continua Carolei – non nasce per denunciare persone o comportamenti violenti, bensì l’ho ideato dimostrare quanto sia difficile in Italia ancora oggi portare un gesto di pace, distensione, amicizia o fratellanza tra tifosi di colori differenti. Ma purtroppo ho dovuto constatare che non è possibile neppure camminare per strada indossando colori diversi rispetto a quelli della tifoseria locale, se non a tuo rischio e pericolo».
Fermo è, ad ogni modo, l’intento di Carolei di proseguire nella sua attività: «I miei video – sottolinea – cercano di strappare una risata a chi li guarda, ma in questo caso c’è anche la voglia di far riflettere sul peso eccessivo che tutt’oggi hanno il tifo e la rivalità tra tifoserie. Quindi se questo accade anche a seguito di certi commenti, non può farmi che piacere. Da parte mia cerco di fare umorismo e questo non è mai mancanza di rispetto. Non sono un provocatore, semmai un pacificatore. Le minacce tuttavia non fermeranno il format e la mia voglia di scambiare un segno di pace». Vorrei continuare ma non per ricevere improperi, semmai per cercare tifosi che capiscano il senso della mia presenza: anzitutto per sorridere insieme».
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