Sicurezza
Il chitarrista Onori in tour con Jovanotti
di Pasquale Petrella
Ospite a Radio Prato il musicista pratese svela i segreti del nuovo disco «Un mix di acustico ed elettronico spinto, due generi che si sposano bene»
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PRATO. «Acustico ed elettronico spinto. Due aspetti della musica che sembrano in antitesi ma che in realtà si sposano molto bene». Sono queste le novità che troveremo nel disco che Jovanotti lancerà in occasione del suo nuovo tour che prenderà il via il 12 febbraio da Milano e toccherà molte città dell’Italia. A svelarlo è il pratese Riccardo Onori, chitarrista che da tantissimi anni affianca Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, e che è stato intervistato da Silvio Puccioni e Giannandrea Cherubini negli studi di Radio Prato per il programma AltraNota – Storie di musica e di note condotto proprio dai due intervistatori che altri non sono che i componenti del gruppo musicale I Dagreba. «Come persona è super intelligente, molto sensibile molto curioso e cerca sempre le novità – dice Onori di Jovanotti col quale ha finito da poco di fare le prove a Cortona per il prossimo tour – Qualche canzone l’abbiamo scritta e suonata insieme, ma il mio zampino lo senti dappertutto, anche non mettere una chitarra in un pezzo è un contributo. Sono tanti anni che lavoro con Lorenzo (Cherubini ndr) e lo vedo come il capitano della nave ma che ha bisogno di una ciurma che lo aiuti». Poi Onori, incalzato dai due intervistatori parla della sua vita. «Da piccolo ho comiciato a suonare il pianoforte in casa di mia nonna – ha raccontato Onori ai microfoni di Radio Prato – Non appena ho toccato i tasti del piano mi sono subito appassionato. Ha le note alte, basse, è come avere un concerto in casa. Ma i miei genitori non aveva spazio per un pianoforte e quindi poi è arrivata la chitarra». «I miei genitori mi facevano ascoltare di tutto: da Battisti a Santana, i Beatles i Rolling Stones. Tutta la musica che andava in quegli anni. Io sono nato nel 1969 – ricorda Onori – Ho ascoltato tutto quello che nasceva in quegli anni. Ogni epoca ha i suoi idoli, mia madre ad esempio adorava Elvis Presley. la musica è come una entità che si trasforma piano piano. Poi ci sono delle evoluzioni che nascono all’improvviso come il rock’roll, ma quella è una eccezione». «I musicisti che mi hanno influenzato sono tantissimi ma in questo momento quelli che mi stanno piacendo di più sono: Ed Sheeran un giovane che con la chitarra fa grandi cose. Poi c’è un ragazzino che si chiama Galin che fa un genere di musica nuovo che sta affrontando le cose con professionalità...». «È vero che ho un background di diversi anni sulle spalle ma sono sempre pronto a nuovi generi – sottolinea Onori – Se mi guardo indietro tutto quello che ho fatto è stato utile per la mia professionalità. Ho lavorato con Irene Grandi con i Dirotta su Cuba, con Stefano Bollani, ma la cosa bella dell’incontrare dei musicisti è che ognuno ha la sua personalità e le esperienze sono sempre diverse. Non affronti mai la musica allo stesso modo e questo ti arricchisce». «Con chi ho avuto maggiore feeling? Mi è capitato di suonare con un tastierista brasiliano degli anni Settanta come Elmirian durante un tour in Giappone e anche con Mike Patton, ex Faith No more, con lui ho fatto un concerto di solo musica italiana anche se lui è americano. Con loro c’è stato un feeling molto interessante». Onori non si tira indietro nemmeno nel dare dei consigli ai giovani che iniziano questo mestiere. «Un consiglio per un giovane? Ascoltare tanta musica senza pregiudizi. Quando una cosa ti piace la devi ascoltare tutta – conclude – Io all’inizio avevo dei pregiudizi, ero settoriale, ma poi ho capito che sei molto più forte se conosci i vari generi e magari anche se riesci a mischiarli».
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