Il Tirreno

Prato

Chiusura della Rsa “La Casa” di Tavola. Critiche al Comune

di Samuele Bartolini

Prato, Cgil Fp: «Dieci lavoratori hanno perso i lavoro e attendono ancora il pagamento di stipendi e Tfr». Il Nursind si appella alla Regione

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PRATO. La casa di riposo di Tavola chiude i battenti, dieci persone rimangono senza lavoro e la Cgil Funzione Pubblica punta il dito contro la dirigente dell’assessorato alle politiche sociali Rosanna Lotti. «Poteva gestire la situazione in maniera diversa – dice il segretario Sandro Malucchi –, ma ormai è troppo tardi, non resta che aiutare i lavoratori a recuperare stipendi e Tfr».

Ma facciamo un passo indietro. La storia è nota. Sono diversi mesi che la rsa La Casa naviga in cattive acque: non paga gli stipendi e i lavoratori sono sul piede di guerra. Ma la goccia che fa traboccare il vaso è il sopralluogo dei Nas e degli ispettori della Asl Toscana Centro. Salta fuori che la residenza per anziani non ha i requisiti necessari per operare, come da autorizzazione comunale. Risultato: la rsa interrompe le attività a fine anno, i dodici anziani ospiti della struttura vengono ricollocati altrove, mentre sette operatori socio-sanitari, due infermieri e una cuoca rimangono senza lavoro. «Ma per i dipendenti della cooperativa La Nuova Lihaona, titolare della rsa di Tavola, la situazione poteva essere gestita in maniera diversa», dice Malucchi. E punta il dito contro il Comune di Prato. Per essere più precisi: contro la dirigente dell’assessorato al sociale Rosanna Lotti.

«Noi con il sindaco Biffoni abbiamo un buon rapporto, ma se la dirigente c’avesse avvertito per tempo, il nostro sindacato si sarebbe attivato e avrebbe trovato una soluzione anche per la ricollocazione dei lavoratori in altre strutture, come è accaduto per la rsa Rosa Giorgi», spiega Malucchi. Ma le cose sono andate diversamente. Ora la Cgil Fp vede solo la strada della procedura fallimentare.

«Sì, perché i dieci lavoratori devono ancora avere tre stipendi arretrati e il Tfr. Cercheremo di imporci con la cooperativa ad aprire la procedura fallimentare e dare ai lavoratori quello che spetta loro», continua il segretario Malucchi. Eppure c’è un altro sindacato che spera in un intervento delle istituzioni. È il Nursind, rappresenta in maniera autonoma la categoria degli infermieri. Il responsabile territoriale Roberto Cesario lancia un appello a Regione e Asl Toscana Centro. «Il licenziamento dei dieci lavoratori non può passare sotto silenzio. Spero che Asl Toscana Centro e Regione si attivino fin da subito per trovare una soluzione e ricollocare tutto il personale. Chiediamo che si apra subito un tavolo tecnico di confronto, al fine di giungere a soluzioni realmente condivise a tale scopo e tali da porre fine ai disagi di lavoratori. Ci aspettiamo che la Regione si attivi per tutelare i soggetti più deboli».

Ma secondo Cgil Fp è tempo sprecato. La rsa di Tavola non era convenzionata con la Asl e non era accreditata con la Regione.«Chi doveva intervenire era il Comune di Prato. Era l’unico ente coinvolto nella vicenda in quanto aveva concesso l’autorizzazione ad operare, ma ormai è troppo tardi», ripete Malucchi. Eppure rimane aperta una finestra. In una nota la Asl dichiara che seguirà la vicenda «per quanto possibile nell’ambito delle proprie competenze».
 

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